Di Maio vola a Bengasi Razzi di Haftar su Tripoli
ROMA. Per la Libia si lavora a un cessate il fuoco permanente, quando ancora la tregua raggiunta a fatica lo scorso gennaio si sfalda giorno dopo giorno. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, arriva così a Bengasi proprio mentre il generale Khalifa Haftar sferra l'ennesimo attacco su Tripoli, causando feriti e panico tra la popolazione e la chiusura, per ore, dell'aeroporto di Mitiga, l'unico funzionante della capitale libica. «La risposta alla crisi libica non può essere militare. La strada deve essere quella diplomatica», ha insistito Di Maio con Haftar, all'indomani della tappa a Tripoli per vedere il premier Fayez al Sarraj. A entrambi Di Maio ha ribadito che «l'Italia non accetta interferenze straniere» in Libia e che «bisogna lavorare a un cessate il fuoco permanente»: lo stesso obiettivo della comunità internazionale messo nero su bianco ieri in una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu, ma con l'astensione di Mosca e Ankara. --