"Tisìn e Tisinàt", libro sui vigevanesi e il fiume

MORTARA. Casotte, darsene, ristoranti e spiagge di oggi e del passato nel libro "Tisìn e Tisinàt" di Mario Castellani. La rassegna "Conosci davvero la tua terra?" prosegue domani, alle 16, alla biblioteca "Pezza" (Civico17) di via Vittorio Veneto con il libro pubblicato nel novembre 2018 da Ciost Edizioni. L'autore, nato a Vigevano e oggi residente nel Canton Ticino, presenterà il libro fotografico e descrittivo sulla frequentazione del fiume Ticino da parte dei vigevanesi di oggi e del passato. «"Tisìn e Tisinàt" - spiegano dalla biblioteca mortarese - è un libro di 156 pagine che racconta i luoghi del Ticino vigevanese, con le casotte e i locali pubblici per gli incontri e le attività del tempo libero, che rappresentano una particolarità della città di Vigevano, della storia e del rapporto dei suoi abitanti con il fiume. È un volume fatto di immagini e parole per tenere viva la memoria delle casotte e dei loro appassionati frequentatori: i tisinàt». Il percorso illustrato e descrittivo si sofferma sui luoghi frequentati dagli amanti del fiume azzurro, i "tisinat", da cui Castellani ha raccolto decine di testimonianze e centinaia di fotografie descrivendo la vita, gli svaghi, le attività sociali e nella natura e ricostruendo l'ambiente, il clima e la storia di gran parte delle casotte lungo le rive del Ticino. Il racconto parte dal 1870 con la costruzione del ponte e prosegue nei primi decenni del Novecento con le osterie e i ristoranti, fino al boom degli anni Cinquanta e Sessanta, quando s'ipotizzò addirittura di realizzare un lido con infrastrutture balneari. L'autore cita i ristoranti Appetito, Bell'aria e Taraplino, la spiaggia d'oro e la casotta villa Paradiso. Per un certo tempo al lido oprì una pista di go kart e a monte del ponte era attivo un dopolavoro. Castellani, come architetto, ha operato nella tutela del patrimonio culturale collaborando con la Soprintendenza ai monumenti della Lombardia e l'Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino. Dagli anni Ottanta utilizza la fotografia come strumento d'indagine e documentazione. -- U.D.A.