Rese, codice etico e futuro cda Il nuovo Consorzio alla prova

Oliviero MaggiTORRAZZA COSTE. Modifica dei disciplinari per abbassare le rese, allargamento del Cda del Consorzio e modifica del voto interno, approvazione del codice etico. Sono questi i nodi che il Consorzio e la Regione vogliono affrontare nel più breve tempo possibile per rilanciare il territorio anche alla luce dello scandalo della cantina sociale di Canneto Pavese. Un piano appoggiato anche dai 40 sindaci oltrepadani che hanno sottoscritto il documento di sostegno ai produttori di qualità.LE RESEUno degli aspetti principali è quello che riguarda la modifica dei disciplinari: l'obiettivo è quello di chiudere il lavoro dei tavoli di denominazione e inviare al più presto le proposte al ministero dell'Agricoltura. Il punto più contestato è quello delle rese troppo alte che favoriscono la produzione quantitativa rispetto a quella qualitativa: in particolare viene richiesta la modifica di quelle della Bonarda doc, che attualmente sono di 130 quintali/ettaro (in passato era di 105 quintali), e dell'Igt (ora a 200 quintali/ettaro). A Riccagioia la modifica dei disciplinari è stata richiesta da tanti produttori, ma non sono mancate le critiche come quella di Ottavia Vistarino che ha chiesto trasparenza nei piani delle cantine sociali e dell'enologo Francesco Cervetti che ha attaccato: «Da almeno vent'anni l'Oltrepo è utilizzato come un grande serbatoio di vino dagli imbottigliatori e il Consorzio ha abbassato la testa e approvato il progetto per svuotare le cantine alla fine dell'anno».LO STATUTOL'altro aspetto della riforma è quello della modifica dello statuto del Consorzio, sia per allargare da 15 fino ad un massimo di 23 i membri del consiglio di amministrazione, garantendo un'adeguata rappresentatività alle aziende che sono già nell'ente e a quelle che rientreranno, sia per modificare il voto interno e assicurare lo stesso peso alle realtà piccole e grandi. In particolare la modifica riguarda l'articolo 15 dello statuto che disciplina la distribuzione del voto all'interno dell'ente per impedire che un solo soggetto abbia il 51%. Nelle simulazioni effettuate i soci viticoltori passano da un peso del 51% al 41/43%. Inoltre la modifica prevede che le decisioni per l'erga omnes vengano approvate dall'assemblea dei soci con una maggioranza qualificata dei due terzi. Scettici sulle modifiche al voto, soprattutto sull'allargamento del Cda, alcune realtà come la "Torrevilla Viticoltori Associati", che, al momento, non è intenzionata a rientrare nel Consorzio.IL CODICE ETICOInfine l'adozione del codice etico, considerata fondamentale: il codice impegna i produttori a non adottare comportamenti e accordi che portino ad una diminuzione del valore del prodotto sui mercati, tutelando la filiera. --© RIPRODUZIONE RISERVATA