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Luca SimeonePAVIA. Si sono chiusi venerdì i termini per segnalare al Comune di Pavia aree o singoli edifici dismessi sui quali avviare processi di rigenerazione urbana e territoriale, in base alla legge approvata a novembre dalla Regione. «Vedremo se riaprire i termini - dice l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Koch a margine del convegno di ieri mattina a Ingegneria - sono già arrivate già diverse istanze da parte di privati e cittadini». Assessore Koch, quali sono le opportunità offerte dalla nuova legge?«Anzitutto una semplificazione delle procedure su aree dismesse o critiche e la possibilità di concedere permessi di costruire in deroga alla normativa vigente. A Pavia ci sono tante aree che hanno bisogno di svincolarsi dalle previsioni delle schede inserite nel Pgt, spesso troppo rigide. Se, per esempio, nella scheda del Pgt di una certa area è previsto il 50% di terziario, ma chi è interessato a rigenerare l'area non vuole farlo, perché devo obbligare a farlo? Il concetto di indifferenza funzionale è il tema fondamentale. L'altro punto chiave sono gli sgravi sugli oneri di urbanizzazione. La legge regionale dà un range all'interno del quale muoversi. Il Consiglio dovrà deliberare un elenco di aree oggetto di rigenerazione e su queste stabilire in che percentuale ridurre gli oneri di urbanizzazione, dentro la forbice fissata dalla nuova normativa».L'intervento di rigenerazione è possibile anche su singoli edifici?«Sì, anche su quelli rurali. Questo consentirà di recuperare il patrimonio agricolo, cosa a oggi impossibile se non si è imprenditori agricoli». Nel corso del convegno qualcuno ha chiesto di riaprire i termini per la segnalazione di aree o edifici abbandonati da rigenerare.«Noi abbiamo pubblicato un avviso e c'è stato oltre un mese di tempo, dal 20 dicembre al 31 gennaio, per presentare le istanze. Pensiamo di aver pubblicizzato abbastanza tra avvisi sui giornali, il nostro sito, gli ordini professionali, ma valuteremo se riaprire i termini per altri 15 giorni. Chiaramente questo comporterebbe uno slittamento della delibera».Su quali aree sono arrivate le richieste?«Devo ancora guardarci, ce ne sono anche singoli edifici o aree più piccole».Secondo qualcuno degli intervenuti al convegno il 60% di sgravio sugli oneri è ancora poco, visto che le poi le bonifiche sono molto costose.«Su aree come la Snia effettivamente i costi sono altissimi. Se la Regione darà un contributo possiamo ragionare su ulteriori incentivi. Alcune aree sono destinate a rimanere lì».Altri obiettano che l'unico impulso economico nella rigenerazione di aree dismesse è arrivato da supermercati e centri commerciali.«Secondo me non è vero, ci sono tanti privati disponibili a fare cose interessanti. Pavia va rilanciata e ha bisogno di sviluppo. Ci sono tante opportunità, anche vicino al centro». --