Prescrizione, i giudici contro Bonafede

Alessandro Di Matteoroma. Adesso il pressing sul ministro Alfonso Bonafede inizia ad essere asfissiante, la riforma della prescrizione voluta fortemente dal Guardasigilli appena entrata in vigore non piace nemmeno al primo presidente di Cassazione Giovanni Mammone e la settimana prossima toccherà a Giuseppe Conte provare a togliere quella che molti descrivono come una possibile «buccia di banana» sul percorso del governo. Matteo Renzi, infatti, continua a minacciare di votare la proposta di Fi e il Pd non intende lasciare all'ex premier questa bandiera.All'apertura dell'anno giudiziario Mammone pronuncia parole pesanti nei confronti di quella che Bonafede continua a chiamare una «conquista di civiltà», cioè lo stop della prescrizione dopo il primo grado di giudizio: «Si prospetta - avverte il primo presidente di Cassazione - un incremento del carico di lavoro della Corte di cassazione di circa 20.000-25.000 processi per anno». Un surplus di lavoro che il sistema non potrebbe reggere, aggiunge, «ne deriverebbe un significativo incremento del carico penale - vicino al 50% - che difficilmente potrebbe essere tempestivamente trattato». Per questo, conclude, è «auspicabile che intervengano concrete misure legislative in grado di accelerare il processo». Parole che danno nuova carica a Pd, Leu e Italia viva, gli alleati di governo dei 5 stelle che da settimane chiedono di intervenire sulla riforma voluta da Bonafede. Il ministro, appunto, prova a minimizzare: «Esistono delle divergenze nella maggioranza, ma è in atto un confronto serrato per consegnare ai cittadini un processo idoneo a rispondere alle loro istanze di giustizia, garantendo tempi certi ed eliminando ogni spazio di impunità».Ma la proposta di mediazione avanzata da Conte nei giorni scorsi - la distinzione tra assolti e condannati in primo grado - non basta, nessuno dei partiti di governo (a parte M5s) la ritiene una soluzione. Dice Walter Verini, Pd: «La riforma Bonafede sulla prescrizione non è affatto quel fattore di civiltà di cui ha parlato il ministro. E' necessario al più presto portare in consiglio dei ministri la riforma del processo penale e insieme giungere - come maggioranza - ad una modifica vera della legge sulla prescrizione». I democratici rimproverano a Bonafede di tenere bloccata da troppo tempo la riforma dei tempi del processo, «è da ottobre - dice uno degli esponenti dem - che noi e gli altri alleati gli abbiamo inviato le nostre proposte sul tema». Le parole di Mammone danno più forza a chi chiede a Conte di far ragionare Bonafede. «Italia viva non aspetta altro che potersi smarcare - hanno ripetuto i dem al premier - se non fai qualcosa è il tuo governo che rischia». E Iv infatti rilancia. Ettore Rosato, coordinatore del partito, commenta così le parole del primo presidente di Cassazione: «Dice cose molto logiche, anche sul piano operativo oltre che del diritto. E' indispensabile bloccare la legge Bonafede-Salvini». E Renzi, a chi gli chiede se non tema che caschi il governo, replica: «Noi stiamo cercando di riportare la prescrizione alle leggi del governo Renzi-Gentiloni. Noi votiamo la nostra legge, punto. Questo non comporta la crisi di governo». Per questo nel Pd pensano che a questo punto Conte non possa restare fermo: «Deve convincere Bonafede, non c'è altra soluzione». --© RIPRODUZIONE RISERVATA