Coronavirus, piano di sgombero per gli italiani bloccati a Wuhan
Letizia Tortello«Più rapido della Sars a diffondersi, anche se meno potente». Il ministro della Sanità cinese, Ma Xiaowei, e i suoi uomini del Centro per la prevenzione delle malattie infettive non nascondono al mondo che il 2019-nCov, il nuovo coronavirus partito da Wuhan e arrivato a infettare tutto il mondo, è molto più contagioso di quanto pensassero all'inizio. «Non abbiamo ancora identificato la fonte dell'infezione e non abbiamo chiaro il rischio di mutazioni e il modo in cui si diffonde la malattia», ha dichiarato il ministro Ma. Il fenomeno più preoccupante è che il virus ha un periodo di incubazione che può durare fino a 14 giorni, e può «trasmettersi tra persone che non hanno ancora manifestato nessun sintomo». Ecco la pericolosità della malattia che sta paralizzando la Cina e sta terrorizzando il mondo. Il 2019-nCoV ha già causato 56 vittime nel Paese asiatico, 1985 i contagiati, secondo i dati ufficiali. Il sindaco di Wuhan ammette un dato che ha dell'incredibile: 5 milioni di persone avrebbero lasciato la megalopoli prima che scattassero le misure di sicurezza. Sarebbero tutti potenziali uomini e donne infette. Inoltre, il microrganismo è difficile da tracciare, perché si diffonde prima che i pazienti si siano accorti di averlo contratto. Così, ieri, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha registrato un nuovo caso allarmante, quello di un cittadino vietnamita risultato infetto, ma senza aver mai messo piede in Cina: era stato contagiato da un parente, tornato dal Paese del Dragone. Gli scienziati leggono questa notizia come un fattore indicativo della pericolosità e della rapidità del virus. Nonostante i medici cinesi provino a lanciare segnali rassicuranti: «Abbiamo isolato il primo ceppo - dice il medico di Pechino Xu Wenbo -, l'obiettivo èidentificare gli agenti patogeni e studiare un vaccino». La megalopoli di Wuhan (11 milioni di abitanti), fabbrica del 2019-nCoV, è isolata. Ma il gigante asiatico alza le misure di sicurezza: Pechino ha vietato il commercio di animali selvatici. Il governo ha imposto l'obbligo di mascherine in pubblico a due province, Guangdong (100 milioni di abitanti) e Jiangxi (45 milioni), e tre città, Nanchino (8,3 milioni), Ma'anshan (nello Anhui, 2 milioni) e Xinyang (nello Henan, 1,2 milioni). Le ferrovie cinesi hanno disposto controlli della temperatura corporea dei passeggeri in 387 stazioni e chiuso 72 linee. Shanghai ha sospeso le linee di autobus a lunga percorrenza. Chiuse per precauzione anche molte sale cinematografiche del Paese, mentre Pechino tiene a precisare che manterrà «i collegamenti con il resto del mondo», ma asili, scuole e università «ritarderanno la riapertura a dopo il Capodanno», cioé oltre il 30 gennaio, la data resta ancora incerta. L'aeroporto della capitale è un deserto surreale, mentre i passeggeri sui treni sono calati del quaranta per cento negli ultimi giorni, e sono stati solo 2,6 milioni. Anche Hong Kong è in allarme. Segue le misure di sicurezza della Cina: stop a Disneyland e all'Ocean Park, scuole riaperte solo il 17 febbraio. Da ieri è inaccessibile anche il monumento più noto del Tibet, il Palazzo del Potala, per i timori dell'epidemia. L'ultima vittima non umana del virus sono, poi, i Giochi Nazionali d'Inverno 2020: la competizione sportiva doveva svolgersi a febbraio in Mongolia interna, sarebbe stata una sorta di prova generale delle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, ma per ora è sospesa. Nell'emergenza, molti Stati stanno organizzando l'evacuazione dei propri cittadini. Oltre a Stati Uniti, Giappone, Francia e Russia, anche il nostro Paese sta valutando come portare via gli italiani rimasti bloccati a Wuhan. «Sono allo studio varie opzioni», spiega l'Unità di crisi della Farnesina: si prevedono «spostamenti via terra» verso altre città cinesi, o con un volo charter, opzione più complicata, se si considera che questi passeggeri dovrebbero essere tenuti in quarantena per 14 giorni e che il virus non si manifesta se è in incubazione. A ieri, erano 45 le persone infette fuori dalla Cina, tra Hong Kong, Macao, Thailandia, Australia, Malesia, Singapore, Francia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Usa, Nepal e il Vietnam.Due ospedali sono in costruzione a Wuhan, 1600 medici volontari in arrivo dalla capitale per aiutare i colleghi. Secondo l'agenzia di stampa americana Bloomberg, i cinesi stanno somministrando i farmaci dell'Hiv per curare la polmonite causata dal 2019-nCoV. E a Hong Kong è scattata la protesta contro le autorità: alcuni cittadini hanno dato alle fiamme una struttura pubblica, un grattacielo, che l'amministrazione voleva utilizzare per isolare gli infetti. --© RIPRODUZIONE RISERVATAA