Cattaneo ad Hammamet, omaggio a Craxi «Ha fatto errori, ma è stato un innovatore»

l'intervistaFabrizio MerliAlessandro Cattaneo, deputato, ex sindaco di Pavia, era ad Hammamet, tra i mille che hanno commemorato Bettino Craxi a 20 anni dalla morte.Onorevole Cattaneo, all'epoca delle monetine davanti al Raphael lei aveva 12 anni. Perché Craxi?«Da un lato perché mio padre aveva simpatie socialiste, e infatti era ad Hammamet con me. Dall'altro perché, cresciuto tra i libri e le tribune politiche alla Tv, mi sono appassionato e credo che per un politico di oggi sia doveroso tenersi sempre aggiornato e studiare. La fine della Prima Repubblica è un pezzo di storia che dobbiamo ancora metabolizzare».Lei ha visto "Hammamet" di Gianni Amelio?«Sì e mi è piaciuto. Oggi, magari, su un tema così ci aspetteremmo una serie su Netflix o un docufilm su Sky. Certo, nella trama del film sono stati inseriti alcuni tratti un po' romanzati, ma si è anche posta molta attenzione al lato umano. Ciò che mi ha colpito di più è stato il tratto umano del potente decaduto».Le monetine del Raphael, appunto...«Chi ha il potere riflette un po' vizi e virtù del popolo italiano e di quanti osannano i leader politici quando sono sulla cresta dell'onda, ma li abbandonano immediatamente appena cadono in disgrazia. Poi mi ha colpito molto il fatto che il film è stato girato nella casa di Hammamet e una settimana dopo io ero lì a discutere di politica con i figli di Craxi».Quella stagione, però, fu anche altro. Furono gli anni dei "baby pensionati" e del debito pubblico alle stelle.«Io ho letto molto di quegli anni. Di quella stagione apprezzo la voglia di innovare il Paese, il coraggio in politica e l'autorevolezza internazionale della quale l'Italia godeva. Certo, il debito pubblico aumentò sensibilmente, anche se alcuni sostengono che questo fu fatto per consentire investimenti. In quegli anni l'Italia era il quinto Paese al mondo per quanto riguarda il prodotto interno lordo. C'era un'inflazione al 20 per cento e la politica aveva un ruolo centrale».In che senso?«Penso al referendum per l'abolizione del taglio alla scala mobile (il meccanismo che adeguava automaticamente i salari al costo della vita - ndr). Vinsero i "no" nonostante la posizione di Berlinguer. A fronte di un argomento che, oggi, definiremmo "populista", vinse la politica».Lei siede alla Camera. I politici di oggi sono paragonabili a quelli di allora?«No, assolutamente, la realtà oggi è imbarazzante. Pensiamo solo che agli Esteri, oggi, c'è Luigi Di Maio e il Pd combatte ancora con i post comunisti ritenuti i "mandanti" morali di Tangentopoli. Il tempo non si riavvolge, ma voglio sperare che la politica verrà di nuovo percepita come importante e sarà fatta da persone competenti che, pur di opinioni diverse, si rispettino». --© RIPRODUZIONE RISERVATA