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VOGHERA. C'è Costanza, che vorrebbe realizzare a casa propria una grande azienda, per coronare il sogno dei genitori. E poi Enrico, che vuole far crescere l'attività di famiglia producendo per la prima volta uno spumante di qualità. Le aspirazioni degli studenti del Gallini sono tante e spesso partono da piccole aziende familiari che i ragazzi vogliono rilanciare, studiando e innovando. Loro si sono presentati sabato pomeriggio all'open day della scuola, per farsi conoscere dai futuri studenti che con le famiglie volevano scoprire il Gallini, pronti a iscriversi. I sogni dei ragazziCostanza è al 4° anno dell'indirizzo di Viticoltura ed enologia al Gallini e qui vede l'opportunità di formarsi per coronare il desiderio di far crescere l'attività di casa. «Vorrei fare grande l'azienda di famiglia per realizzare in particolare il sogno di mio padre». Viene da Tortona, in provincia di Alessandria, per studiare e regalare un futuro a sé e ai suoi cari, portando avanti in chiave moderna un'attività storica: «Anche mia sorella ha frequentato il Gallini e un domani sogno una grande azienda in rosa, guidata da due donne». Enrico Fraschini arriva da Pietra dè Giorgi, dove i suoi genitori hanno un'azienda vitivinicola. Lui, che sta frequentando il 6° anno al Gallini per il corso di specializzazione di enotecnico, è pronto a prendere le redini dell'attività di casa. Ma non si accontenta e sogna in grande: «Stiamo facendo uno stage a La Versa, importante realtà, famosa per i suoi spumanti: poiché a casa mia non lo abbiamo mai fatto, vorrei produrre per la prima volta delle bollicine che puntino sulla qualità. I miei genitori sono molto contenti delle mie idee e hanno fiducia in me». Anche Eric Intilisano vuole raccogliere il testimone di famiglia e far crescere l'azienda di casa: «Il Gallini mi ha appassionato da subito: il mio sogno è continuare il lavoro di mio nonno». La proposta didatticaTanti giovani che partono da una attività di famiglia, ma non si accontentano e vogliono fare di più. In fondo è la sintesi del Gallini, che da fine '800 forma generazioni di giovani agricoltori e che oggi guarda avanti con nuovi indirizzi e una formazione mirata al proseguimento degli studi. «Dobbiamo coniugare tradizione e futuro» ha sintetizzato la dirigente scolastica Silvana Bassi durante l'open day. Insomma, equilibrio tra tradizione, che getta le radici nel settore primario che storicamente rappresenta le prime attività economiche poste in essere dall'uomo, e modernità, con tecnologia e sostenibilità come nuove parole d'ordine. Oggi Il Gallini non insegna più solo come coltivare le viti o allevare le mucche, ma proietta i ragazzi nel futuro declinando l'agricoltura 2.0 alla luce delle moderne esigenze di salvaguardia ambientale e tutela delle risorse e per molti getta le basi per una formazione universitaria che spazia tra varie discipline. «Dalla sua nascita il Gallini ha insegnato a generazioni di agricoltori e periti agrari. Ora abbiamo un'offerta formativa molto ampia che regala diversi sbocchi per il futuro. Secondo le statistiche -ha spiegato la dirigente- il 95% dei nostri studenti ha trovato lavoro, grazie anche alla sinergia con il territorio, che ci ascolta, assieme alle aziende». Molti gli impieghi possibili, in consorzi, aziende vitivinicole, uffici professionali, ma anche nelle banche (per il credito agrario), nelle cantine e nel campo della libera professione. --Alessio Alfretti