Una vita intera dedicata ai più sfortunati si è spento il cuore buono di Alfonsa Erta

VOGHERA. Era considerata la madre del settore sociale a Voghera. Alfonsa Erta si è spenta pochi giorni fa all'età di 77 anni dopo aver speso la vita ad aiutare le persone in difficoltà. Laureata in fisica, aveva insegnato per anni all'Ipsia Calvi, ma aveva impegnato per il prossimo tutto il tempo che le restava dal lavoro. «Ha dedicato tutta la sua vita agli ultimi», dicono di lei a Voghera. Chiunque si sia impegnato in attività sociali in città ha conosciuto Alfonsa, che non solo aveva a cuore progetti e idee, ma sapeva anche tradurre in pratica i suoi tanti buoni propositi. Non soltanto la sua grande determinazione nel mettersi in gioco per aiutare chi spesso non trovava più il sostegno di nessuno, ma anche la sua mitezza e i modi gentili e misurati sono rimasti nel cuore di tantissime persone che l'hanno incontrata. Il suo grande cuoreIl suo grande cuore andava di pari passo con la vasta cultura e Alfonsa Erta non mancava mai di colpire chi la incontrava. La sua creazione più conosciuta è la cooperativa sociale "381", che dal 1994 si occupa a Voghera dell'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, in particolare di ex detenuti e di persone con dipendenze.«Negli anni in cui le attività sociali non erano ancora sviluppate e condivise come adesso, Alfonsa aveva avuto la forza di creare una realtà dedicata interamente agli ultimi», ricordano gli amici. La cooperativa era nata sotto l'impulso della Erta e la collaborazione di Alessandra Genola e Anna Chaira Bertolini: tramite il lavoro voleva ridare dignità alle persone, farle sentire utili. Agricoltura socialeNegli anni il gruppo aveva iniziato a interessarsi in particolare di agricoltura sociale, con progetti mirati al reinserimento di persone svantaggiate attraverso l'attività in agricoltura. Tanto che la cooperativa oggi collabora strettamente con gli Orti sociali di Voghera e ha dato l'impulso per la nascita della Bottega degli ortolani, il punto vendita dedicato agli Orti e ai prodotti tipici del territorio.L'altra grande passione di Alfonsa era infatti la natura e in particolare la coltivazione dell'orto, attività che riteneva avesse grandi benefici nel rimettere ordine tra i problemi della vita. Curava personalmente alcune serre nelle quali faceva crescere le piantine che poi venivano coltivate agli Orti sociali. «Per lei occuparsi dell'orto era una attività benefica, in grado di allontanare i cattivi pensieri, e da cui trarre grandi soddisfazioni nel vedere i risultati concreti del proprio lavoro, grazie alla natura che premia la dedizione con la ricchezza e la varietà di frutti che ci regala», dice ancora chi l'ha conosciuta. Insomma, un punto di riferimento per tutta la città, che continua a vivere nei tanti progetti che lei aveva ideato per aiutare il prossimo. Come sempre. --Alessio Alfretti