Conto salato per i Benetton Il decreto pesa 1,5 miliardi

Alessandro Barberaroma. Un miliardo e mezzo di euro, l'otto per cento del valore di Borsa. Per chi scommette su Atlantia sono giorni difficili. Dall'uscita della prima bozza del decreto Milleproroghe la curva del titolo è in costante calo, se non fosse per il piccolo rimbalzo a inizio anno. La vicenda Autostrade è il tipico caso di dilemma della politica. Il buon senso e gli errori del concessionario imporrebbero una riscrittura del contratto di gestione, peccato che quel contratto rappresenti in sé gran parte del valore dell'azienda. Se domani il governo revocasse gli impegni presi per iscritto con Atlantia, dei ventritré miliardi di indennizzo previsti ne resterebbero sette, il solo valore degli investimenti. Ma per finanziare il suo piano di investimenti Atlantia si è indebitata in obbligazioni per 10,8 miliardi. Di questi, 760 milioni sono stati sottoscritti da Cassa depositi e prestiti (ovvero dal risparmio postale degli italiani), altri 1,4 miliardi dalla Banca europea degli investimenti, un'altra istituzione pubblica. Fra gli azionisti di Autostrade ci sono il gruppo assicurativo Allianz (con il sette per cento), il fondo sovrano cinese Silk Road (un altro cinque per cento) e Atlantia, a sua volta controllata dal fondo sovrano di Singapore (oltre l'otto per cento) e la Fondazione Cassa di risparmio di Torino (quasi il 5 per cento). Ci sono quote di Atlantia nei portafogli di quarantamila piccoli azionisti e di diciassettemila obbligazionisti. Insomma, impensabile che la politica mandi al tappeto per questioni di principio: il prezzo da pagare sarebbe troppo alto. Ciò detto, la linea dura del governo per ora paga: niente aumenti delle tariffe, sospensione nei tratti nei quali i lavori provocano disagi, promesse di ulteriori compensazioni per chi ha subìto danni dal crollo del Ponte Morandi.Ma nessun addetto ai lavori scommette sul fatto che l'articolo 35 del Milleproroghe arriverà alla conversione in legge senza subire alcuna modifica. Nella foga punitiva il governo ha commesso anche un errore tattico: dopo la minaccia dell'azienda di recedere unilateralmente dal contratto (e chiedere quindi il risarcimento), un emendamento ha vietato quel diritto, rendendo palese la natura "ad aziendam" della norma. Se Autostrade facesse ricorso, in giudizio avrebbe gioco facile a ottenere una sentenza sospensiva. E i timori per la tenuta dell'azienda non sono tattici. L'altro ieri Moody's ha tagliato il rating di Atlantia, Autostrade e Aeroporti di Roma. «C'è una crescente pressione politica» e anche se gli effetti del Milleproroghe «potrebbero essere solo provvisori» segnalano «un'escalation». In Parlamento Italia Viva ha già detto che voterà no alla norma, e né la Lega né Forza Italia sembrano intenzionate a far da stampella al governo. --Twitter @alexbarbera© RIPRODUZIONE RISERVATA