«Hammam devastato, ora chi risarcisce?»
Maria FiorePAVIA. «Abbiamo subìto un danno notevole. Chi ha visto qualcosa ci aiuti a identificare il responsabile, perché è giusto che paghi le conseguenze del suo gesto». Cinzia Cazzolla, titolare del centro benessere Hammam Mamiwata in via Torretta danneggiato la vigilia di Natale da una "bomba" carta, chiede che si faccia luce sull'accaduto ma ci tiene a precisare: «Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno o ricevuto minacce, per questo escludo che il responsabile avesse come obiettivo proprio la mia attività. Più probabile che qualcuno abbia fatto esplodere il botto a caso, magari lanciandolo dall'alto verso il nostro ingresso. Nel palazzo ci sono una trentina di appartamenti, è molto abitato». le indaginiLa titolare del centro non è stata ancora sentita dagli agenti della squadra mobile che stanno indagando sull'episodio, ma si è rivolta a un legale, l'avvocato Fabrizio Gnocchi, per tutelarsi e per avviare un'azione risarcitoria se il responsabile sarà identificato. «Noi siamo sempre rimasti aperti, l'attività non si è fermata ma ha subito rallentamenti a causa del clamore che si è venuto a creare attorno all'episodio - lamenta la donna -. Oltre ai danni materiali, che stiamo ancora valutando, ci sono quindi anche i disagi per l'attività che è sempre andata avanti, da 14 anni a questa parte, senza alcun problema». L'esplosione del maxi petardo proprio davanti all'ingresso del centro estetico ha mandato in frantumi le vetrine e devastato l'insegna. Sulle cause dell'esplosione per il momento tutte le ipotesi sono aperte, anche se l'orario in cui si è verificata, al mattino, spingerebbe a escludere che si sia trattato di un atto intimidatorio. Un testimone oculare ha detto agli investigatori di avere visto un giovane piazzare il petardo sul marciapiede e poi scappare. Tuttavia il dettaglio è stato riportato da un commerciante, ma non è stato possibile rintracciare il testimone. Non si può quindi escludere che il maxi botto sia arrivato dall'alto, magari da un balcone. In zona non ci sarebbero telecamere. una perizia«Chiunque sia il responsabile poco cambia: l'episodio ha creato danni non solo materiali - dice la titolare -. Alcuni clienti si sono spaventati. Per questo voglio andare fino in fondo e capire a chi è potuto venire in mente di far scoppiare, la vigilia di Natale, un petardo vicino a un'attività commerciale». Proprio per rispondere agli interrogativi che ancora ruotano attorno alla vicenda il legale non esclude di far fare una perizia di parte sul tipo di esplosivo utilizzato, «così da stabilire se si è trattato di un botto di Capodanno, come pensiamo, o di altro». --