Scatta l'aumento di mille euro per altri 750 dipendenti Asst

Donatella ZorzettoPAVIA. Mille euro lordi in più in busta paga, da gennaio e per tutto il 2020. Una conquista per dipendenti Asst e sindacati. Li hanno ottenuti sottoscrivendo il contratto integrativo, che interesserà 750 dipendenti (in aggiunta ai 550 coinvolti dal precedente contratto). Si tratta di infermieri, tecnici e amministrativi.Stipendio più pesanteIl percorso si completerà in circa tre anni con l'individuazione delle risorse necessarie per tutti i 2.400 dipendenti del comparto di Asst. Questa seconda tranche di aumenti (progressioni orizzontali), ottenuti grazie all'integrativo formato da direzione e sindacati, verrà distribuita tra le diverse categorie interessate: 1.000 euro lordi in più all'anno significa, ad esempio, 150 euro al mese (per la categoria D) o 40 (per la A). Soldi che andranno ai lavoratori sulla base di un criterio selettivo: influiranno l'anzianità (almeno 5 anni di lavoro) e la scheda valutativa. Alla fine sarà fatta una graduatoria e da lì si opererà una scelta. Per i sindacati il risultato è più che soddisfacente. La Rsu di Asst Cgil Cisl Uil e Fials Funzione pubblica sottolineano, attraverso il coordinatore Sandro Gattone: «Alla fine di una lunga e impegnativa trattativa si è sottoscritto il contratto integrativo aziendale in un percorso che valorizza l'impegno e la professionalità degli operatori». E ne riassume i punti principali: «Prima di tutto l'individuazione delle risorse necessarie a riprendere il percorso delle progressioni orizzontali, iniziato nel 2016, che aveva toccato circa 550 lavoratori - spiega Gattone -. Con il nuovo contratto integrativo, sono state individuate risorse per ulteriori 750 dipendenti. Va evidenziata l'importanza di questo accordo, che permetterà di riprendere il percorso delle progressioni orizzontali, con l'impegno di trovare risorse anche nel 2020 per dare una risposta a tutti i lavoratori con almeno 5 anni di anzianità».reperibilitàMa nel pacchetto del nuovo contratto c'è anche altro. «Sempre nell'obbiettivo di valorizzare la professionalità degli operatori si è approvato un nuovo percorso di sviluppo professionale ed economico per chi avrà maggiori responsabilità e di coordinamento - prosegue Gattone -. Anche in questo contratto è stato finanziato un progetto che va a compensare il disagio per i richiami in servizio (reperibilità) per la copertura di situazioni particolari (chiamata oggi per oggi). In quest'ottica è stato previsto anche un aumento del 10% del valore della pronta disponibilità». In pratica il compenso per chi farà servizi di reperibilità passerà da 20 a 22 euro. Mediamente i dipendenti svolgono da 6 a 8 turni di reperibilità mensili. Il coordinatore delle Rsu di Asst conclude: «Per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi abbiamo ribadito che tutti i residui certificabili e stabilizzabili siano da utilizzare per le progressioni orizzontali. E si è anche convenuto, compatibilmente con la normativa nazionale, di attivare il percorso per eventuali passaggi verticali. Sicuramente questo contratto non risolve tutte le situazioni di criticità, ma è un grande passo avanti per il riconoscimento dell'impegno dei lavoratori». Sull'argomento interviene anche il segretario generale Fials Roberto Gentile, che sottolinea: «Si è raggiunto un buon punto di mediazione, sia sotto il profilo normativo che economico. Rimane il fatto che per noi la firma rappresenta un punto di partenza. Abbiamo chiesto e ottenuto l'impegno a sviluppare percorsi di verticalità interna. Così come il doveroso controllo e monitoraggio dello straordinario». --