Riaperta dopo 5 anni la chiesa di San Rocco a Cascine Calderari
CERTOSA. È stata riaperta la chiesa di Cascine Calderari, rimasta chiusa per interventi di restauro e di consolidamento strutturale durati cinque anni, riferimento per circa 700 fedeli. Domenica si sono tenute l'inaugurazione e la ridedicazione a San Rocco alla presenza del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, che ha consacrato gli altari, tolti per essere restaurati, e l'intero edificio, che vanta un nucleo originario risalente al Cinquecento e poi rimaneggiato nel '700. I RESTAURIUn intervento complesso che ha visto il restauro pittorico e il recupero di tesori artistici. Ma anche la manutenzione del tetto e il rifacimento della pavimentazione in marmo e degli impianti. Opere dal costo di circa 680mila euro, rese possibili anche grazie al contributo di Cei, Fondazione Comunitaria e privati.TESORI RITROVATI«Un intervento indispensabile», commenta il parroco don Marco Gatti che, dal 2015, si batte per trovare i fondi necessari a mettere in sicurezza questa struttura che, sotto strati di intonaci sovrapposti nel tempo, custodiva particolari cromatici e aspetti architettonici riportati alla luce dal restauro diretto dall'architetto Tatiana Costa. «Finalmente i parrocchiani avranno di nuovo la loro chiesa - spiega il parroco -. Domenica è stata consacrata dal vescovo che ha unto, con il Sacro Crisma, oltre all'altare maggiore, anche le piccole croci dei 12 pilastri».«Sono state fatte scoperte notevoli dal punto di vista artistico - sottolinea Costa - come il ritrovamento di una nicchia sulla parete dell'abside con decorazioni in finto marmo. Recuperato anche l'impianto pittorico originario del presbiterio e le decorazioni della volta, con il disegno di finti cassettoni e le tre virtù teologali nel catino absidale». Ritrovate poi, nel presbiterio, decorazioni con finte lesene e finti capitelli e recuperate le cappelle, compresa quella del battistero che era stata chiusa. Un intervento di restauro, realizzato da Daniela D'Angelo e Ornella Petrolo, che ha ripristinato le cromie originarie. «Abbiamo rimediato anche agli imprevisti - spiega Costa -. L'innalzamento della falda ha infatti obbligato a correzioni tecniche». --Stefania Prato