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Il balletto russo sale sul palco del teatro Cagnoni. Oggi, alle 21, a Vigevano il balletto "E. Popov" di Ryazan presenterà lo spettacolo "Russian dances" (da 10 a 26 euro), di cui è direttrice artistica Svetlana Sukhova, maestro di ballo Nikolai Shichkin, maestro ripetitore Evgenij Vinogradov e direttore musicale Aleksandr Oreshkin.Sarà uno spettacolo ricco di suggestioni, in cui la storia e la tradizione russa rivivranno attraverso vivaci scenografie, sorprendenti costumi tipici e musiche dal vivo eseguite dall'ensemble del balletto. «Il balletto russo - spiegano dal teatro Cagnoni - proporrà musica dal vivo in uno spettacolo che catturerà il cuore e l'anima del pubblico, ricco di emozione, meraviglia e magia: un repertorio originale tipicamente russo e grande ricchezza di costumi e creazioni artigianali con oltre 45 metri di ricami».fondato nel 1932Fondato nel 1932, il balletto fa parte del complesso accademico statale russo "E. Popov" di Ryazan, città di oltre 500 mila abitanti, 200 chilometri a sudest di Mosca. Inizialmente collabora con il coro, ma dai primi anni Cinquanta del secolo scorso inizia un'attività indipendente con il primo direttore Georgy Golovanov. In questo periodo mette in scena diverse danze, ma soprattutto migliora le abilità dei ballerini e crea un corpo di ballo. Il nome del balletto è tuttavia associato al nome di Mikhail Kruglikov, che per tre decenni dirige danze e miniature di balletto tuttora in repertorio, come "Sekirinsk", "Skopinsky", "Mikhailovsky" e molte altre. Negli anni Ottanta, con la guida affidata a Boris Sokolkin, il balletto mette in scena meravigliose danze basate sul folklore della regione di Ryazan: "Kadomskie Pictures" e "Shatskaya", ancora oggi accolte con entusiasmo dal pubblico. Negli ultimi sei anni, Nikolai Shichkin, "artista emerito" della Federazione Russa, ha notevolmente ringiovanito e ampliato il corpo di ballo attraverso nuove produzioni coreografiche. Le originiLe origini del balletto russo risalgono al 1738, quando un maestro francese aprì a San Pietroburgo la Scuola imperiale di balletto, che fiorì intorno a un gruppo di insegnanti stranieri, il maggiore dei quali fu Marius Pepita (1818-1910). Dopo la rivoluzione del 1905 la reazione al classicismo provocò una serie di defezioni dai teatri imperiali a favore di compagnie private come i "Ballets Russes".Questo spreco di talenti aumentò dopo l'ascesa dei bolscevichi nel 1917 e molti artisti scelsero di emigrare: nella Russia sovietica solo la prima ballerina Agrippina Vaganova rimase a formare la nuova generazione di danzatori. --Umberto De Agostino