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PAVIA. Dall'alto di 680 campionati mondiali seguiti a bordo ring, come referente sanitario della Federpugilato e coordinatore sanitario nazionale, il professor Mario Ireneo Sturla ha messo mano per la prima volta anche nel mondo dei cut men, figura specializzata che assiste il pugile durante il match per prevenire e gestire traumi e, prima dell' incontro, lavora ai bendaggi. «Ho curato il primo corso di formazione per cut man - spiega Sturla - ho voluto che vi potessero partecipare solo figure del personale medico e paramedico iscritte ad un albo o persone abilitate a usare un farmaco sotto indicazione medica, per cui, ad esempio, non c'erano laureati in scienze motorie in quando non abilitati ad usare farmaci. Era il terzo corso del genere organizzato nel mondo».Erano previste 12 ore spalmate in due giorni che trattavano di anatomo-fisiologia, rischio sportivo, trauma cranico, regolamento sanitario, primo soccorso e prevenzione. Tra le 30 persone che lo hanno frequentato c'era anche Monia Verri, Hage Boxe Pavia. «E' stata fatta una selezione per consentire a coloro che, dopo una formazione specifica, hanno la possibilità di andare all'angolo - sottolinea Sturla - verrà predisposto un albo professionale. Durante il corso ho anche mostrato i numerosi errori che vengono commessi da chi va all'angolo senza preparazione specifica e nessuna validità giuridica». E' intervenuto anche Franco Falcinelli, presidente boxe dilettantesca europea. «Un corso con una caratura del genere non era mai stato fatto - chiude Sturla - lo abbiamo organizzato per fare chiarezza in questa professione. In futuro ne faremo altri». --M.Sc.