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Filiberto MaidaFranco Zeffirelli la chiamava "Aidina", un diminutivo che voleva essere, in realtà, un vezzeggiativo. Perché la versione "piccola" del maestoso allestimento dell'opera verdiana immaginato dal regista scomparso lo scorso anno, era qualcosa di speciale, di unico. «Non so se sarò mai più capace di fare un'altra volta pieno centro come feci con questa "Aidina", piccola piccola ma immensamente grande», spiegò Zeffirelli. In poche parole, immaginate la più musicalmente articolata opera di Giuseppe Verdi, mettete insieme la capacità anche visionaria di Zeffirelli, ed otterrete l'Aida, un grandissimo classico operistico. Verdi, infatti, volle con questo nuovo lavoro di ricerca e di sperimentazione, appunto l'Aida, rinnovare le scelte di ordine armonico e orchestrale. Da questo nacque una monumentale scenografia musicale. Nel 2001 - ed è l'allestimento che vedremo al teatro Fraschini di Pavia questo giovedì e in replica sabato (ore 20.30 per entrambe le serate) - in occasione di "Busseto 2001 - Centenario Verdiano", fu chiesto a Zeffirelli di portare al teatro della cittadina, dove nacque appunto Verdi, proprio l'Aida. Una incredibile scommessa: quella di realizzare su di un palcoscenico di otto metri di boccascena, in un teatrino da 350 posti, un'opera scritta e musicata per ben altri spazi. La prima conseguenza fu quella di un tessuto musicale più leggero rispetto all'originale. «Un aspetto, questo - fu notato dai critici -, che forse ha tolto qualcosa alla magnificenza della partitura ma che, gestito con acuta intelligenza da Stefanelli (il direttore d'orchestra dell'epoca), ha comunque restituito i caratteri complessivi della parte strumentale». Oggi questo compito, ossia di portare sul palco del Fraschini quell'edizione, tocca da un lato al regista Stefano Trespidi, che fu assistente di Zeffirelli, con una solida formazione presso l'Arena di Verona e l'Accademia di Arti e Mestieri del Teatro alla Scala; mentre dall'altro c'è la direzione del Maestro Francesco Cilluffo, diplomato al Conservatorio di Torino, laureato al DAMS, perfezionandosi con Michael Tilson Thomas (London Symphony Orchestra), Gianluigi Gelmetti (Accademia di Siena), Ivan Fischer (Budapest Orchestra). Ancora le parole di Zeffirelli nel 2001 ci anticipano ciò che domani sera potremo vedere e ascoltare: «Il mio ultimo allestimento di Aida nel 1998, per l'inaugurazione dell'Imperial State Theatre di Tokyo, era stato il massimo della sontuosità e spettacolarità che ci si possa aspettare di vedere su un palcoscenico. Ricordo che, guardando i seicento esecutori, pensai: "Verdi forse ne ha abbastanza di vedere Aida come pretesto per fare tanto baccano in scena". A Busseto avrei avuto l'opportunità di tentare una riduzione drastica del "gran macchinone", riportando quest'opera a una dimensione piccola, privata, ancora inesplorata. (...) Per una volta, i cantanti non sarebbero stati costretti a confrontarsi con la "barriera di fuoco" dell'orchestra, avrebbero potuto cantare con voce "umana" e con anima, così come in fondo l'opera era stata sentita dall'autore. (...)».