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Luca simeoneNe sono stati scritti parecchi, di libri sul Milan, ma non è azzardato dire che "1899. A.C. Milan. Le storie" (Hoepli, 446 pag, 29,90 EUR), si candida a diventare quello fin qui non solo più completo, ma anche più avvincente. Perché capace di tenere insieme l'immancabile elemento enciclopedico con un approccio da racconto, dai toni quasi epici e sostenuto da una scrittura di qualità, nel ripercorrere i 120 anni di storia del Diavolo.Un obiettivo raggiunto dal libro scritto a otto mani dai pavesi Gino Cervi e Gianni Sacco, il primo noto autore di libri anche su personaggi dello sport (l'ultimo è «Alfabeto Fausto Coppi»), il secondo professore di diritto pubblico comparato all'Universitàdi Pavia; dal docente di Storia della scrittura ed esegesi delle fonti medievali all'Università di Pavia, Michele Ansani, e dal cantautore milanese Claudio Sanfilippo. Tutti ovviamente accomunati da passione milanista antica e autentica. E se il libro è imperdibile per chi tiene al Milan, rischia di fare invidia ai tifosi di altre squadre. In questi casi, quando c'è già una vasta produzione sull'argomento, bisogna trovare qualcosa di nuovo.«Intanto abbiamo deciso di intitolarlo "Le storie" e non "La storia" - spiega Gino Cervi - la scrittura è ovviamente cronologica, infatti il libro è diviso in otto grandi capitoli. All'interno però ci sono accavallamenti, anticipazioni, flashback. La chiave era raccontare storie legate al Milan ma allargando un po' lo spettro alle curiosità. Il taglio è quello della narrazione, in alcuni casi è venuto meglio perché c'era più libertà di manovra. È un libro rivolto anche ai tifosi più giovani, per i quali il Milan è quello degli ultimi vent'anni: noi invece andiamo indietro fino alla fondazione, anche perché di fronte alla programmatica appropriazione da parte della gestione Berlusconi è doveroso ricordare che esisteva un Milan glorioso anche prima di lui. Nel parlare di certi personaggi abbiamo cercato di prenderli un po' di sbieco, evitando di fare eco a wikipedia. Alla fine come diceva Rocco "è sempre football" però, come sostiene ahinoi Mourinho, "chi sa solo di calcio non sa niente di calcio", per cui ci abbiamo messo dentro anche altre cose». Il libro abbraccia 120 anni di storia rossonera, ma c'è un accento particolare a personaggi e fatti meno recenti.«Io ho un'assidua presenza allo stadio - dice Gianni Sacco - dal 1990 occupo lo stesso posto a San Siro e ho visto, tranne due, tutte le partite in casa degli ultimi trent'anni. Ho una compulsiva ossessione per quello che riguarda il Milan, che metto davanti a tutto il resto. Non è solo tifo, noi teniamo al Milan. Nel libro facciamo in modo che certe storie, eventi, personaggi vengano raccontati in maniera leggera ma rigorosa e il leggero sta nella licenza che ci siamo presi. Non so se ci siamo riusciti, ma c'è anche il ritratto di un'epoca, la descrizione di luoghi: potrebbe anche apparire una storia sociale di Milano e della gente che ha seguito questa gloriosa squadra, che è poi un modo di essere. La sintesi è che noi enfatizziamo molto il Milan casciavit, quello che fa riferimento anche a una estrazione sociale dei tifosi contrapposta ai borghesi interisti bauscia. Ovviamente è una categoria antropologica che non esiste, ma fino a metà ani '70 c'era un senso di appartenenza socio-culturale. Il nostro libro ha l'obiettivo di divertire, non solo informare. Non ci illudiamo che tanti interisti possano comprarlo, ma se lo faranno si troveranno bene perché sono garbatamente ma sufficientemente presi per i fondelli». L'ultimo capitolo ("Abbiamo visto cose...") è dedicato proprio a spiegare ai più giovani i Milan che non hanno visto. «Nella storia del Milan ci sono personaggi come Rocco, Rivera, Lodetti, Liedholm che rappresentano la lunga durata: Liedholm nell'arco di quarant'anni gioca con un portiere come Jimmy Rossetti, classe '19, e poi da allenatore fa esordire Paolo Maldini, avviando un Milan che poi sarà quello che in buona parte vincerà con Berlusconi. Tratteggiamo anche figure come Andrea Rizzoli, primo grande presidente imprenditore, e Piero Pirelli, che costruì San Siro». Un libro del genere può fare invidia ai tifosi di altre squadre.«Assolutamente sì - risponde Sacco - in più la fortuna è che nel Milan hanno giganteggiato personaggi enormi nella storia del calcio, basta citare Rocco e Rivera. Abbiamo anche cercato di far capire quello che c'era attorno alla squadra, tifosi illustri, intellettuali, una generazione della comicità milanese: Walter Chiari e Ugo Tognazzi, per fare due nomi».Avete scoperto cose nuove scrivendo il libro?«Un'infinità, e molte sono rimaste fuori. Abbiamo studiato e letto tantissimo. Oggi poi si possono anche recuperare i quotidiani fin dal 1899». --