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MovidaQuesta è la Paviache non vogliamoCaro direttore,mi permetto di scrivere ancora della condizione di reale degrado e sporcizia da cui Pavia non riesce a divincolarsi. Abbiamo una nuova amministrazione (di centrodestra!) che non ha ancora cambiato una virgola. Ma non vorrei sembrare qualunquista e banale. Il problema siamo noi: i cittadini! Abbiamo abbassato notevolmente il livello del rispetto dei luoghi che frequentiamo insieme ai nostri figli. In altre parole non ricordiamo (?) nè insegniamo più il senso civico che dovrebbe guidare il nostro comportamento nei confronti della cosa pubblica. E' una situazione ormai insostenibile dal punto di vista del decoro e del rispetto di coloro che vivono e si muovono nel centro storico e non solo. Per non parlare di coloro che arrivano da fuori. Che immagine diamo della nostra città?A Pavia c'è scarsissimo controllo da parte dell'amministrazione ma soprattutto un bassissimo senso civico di alcuni cittadini, degli utenti degli affollati e rumorosi locali del centro e spesso anche di alcuni gestori (naturalmente esistono esempi virtuosi) che dovrebbero sorvegliare e mantenere decoro e pulizia. Siamo a un livello di non ritorno. E' interesse di tutti che Pavia non sia così, ma perché non ci si riesce?E' desolante constatare che una città ricca di storia, cultura ma anche culla della goliardia e del divertimento (sano) da secoli, non sia più in grado di mantenere un livello minimo di decenza. Pavia assomiglia sempre di più a una nobile decaduta che sopravvive per inerzia alla propria antica gloria. Non più capace di competere al livello del passato, ormai fagocitata da una Milano dinamica, veloce (pulita!) così vicina nello spazio ma lontana anni luce dal resto.Quando osserviamo con dolore che una città d'arte, seppur piccola e provinciale, con una prestigiosa Università, sta convertendo (con tutto rispetto per i tanti commercianti onesti che li conducono) la propria economia attraverso la proliferazione di bar, locali "fast food", discount d'abbigliamento o numerosi negozi di ottica... non possiamo che ammettere la sconfitta.I nostri cari amministratori? Li abbiamo sopravvalutati. Rappresentano ciò che noi siamo diventati: bulimici consumatori del divertimento facile, incapaci di rispondere alle vere esigenze della città perchè non ci importa altro che del nostro spazio vitale.Non dobbiamo solamente combattere, peraltro giustamente, la malmovida. Investiamo nei cittadini. C'è bisogno di tornare a essere culla di cultura, incontro e divertimento sano per giovani e meno giovani. Dove la qualità della vita sia più elevata per tutti. Insomma che torni il piacere di viverla.Roberto Bassani. PaviaVigevanoDove parcheggio? Una storia infinitaLa discussione fra l'Ascom il gestore dei parcheggi a pagamento della nostra città è solo il superficiale segnale di un problema storico di Vigevano che probabilmente non sarà mai risolto. Quale soluzione possibile? Un cambiamento radicale dell'idea di mobilità cittadina. Un fatto culturale prima che pratico. Stiamo ancora a pensare che se non parcheggiamo non possiamo fare acquisti invece di immaginare di non aver bisogno di un parcheggio. Un ripensamento radicale della viabilità e vivibilità cittadina presuppone una collettività informata e lungimirante che voglia vivere meglio. Del resto ripensare alla mobilità pubblica cittadina è cosa non facile e quella amministrazione che vi riuscirà, se mai accadrà, si meriterà a buon titolo un monumento commemorativo in Castello.Vigevano voleva entrare a far parte della città metropolitana di Milano, cominciamo, magari, ad imparare da essa. Leggo sull'edizione del 28 ottobre del Corriere della Sera questa notizia di Milano: "Nella zona che va da Via Solari a San Cristoforo, nel segno di marciapiedi extralarge e piste ciclabili: un unico percorso di 5,5 chilometri, tra tratti nuovi e altri già esistenti. Spazi pedonali e mobilità dolce, rubando spazio alla sosta delle auto". Muoversi in città senza usare l'auto e senza bisogno di parcheggi è possibile, quello che manca è volerlo, a Vigevano immaginare ed ottenere equivale ad utopia. Andremo avanti così affogando in strisce blu e polemiche o proveremo a cambiare?Silvia Baldinaconsigliera comunale M5s