Riunione in ricordo del "Cèc" «Maestro di vita e di boxe»

pavia. Dedicata a Francesco "Cèc" Sconfietti. La riunione che la Pugilistica Pavia sta allestendo per sabato 26 ottobre sarà dedicata al maestro che ha formato tecnicamente e fisicamente tanti campioni, un binomio col fratello "Cinio" che ha fatto la storia della noble art pavese. «Non potevamo non ricordare il grande Cèc - spiega il presidente Maurizio Niutta - per tanti anni ha istruito e dato lezioni di vita prima che di pugilato a generazioni di pavesi che hanno frequentato la nostra palestra. L'Ap Pavia sta predisponendo una riunione per ricordarlo nel modo migliore, con una grande manifestazione che possa riunire chi lo ha conosciuto e chi ne ha sentito parlare».Il direttore sportivo della Pugilistica Pavia Giancarlo Mezzadra è stato cresciuto dal Cec Sconfietti, sia dal punto di vista pugilistico che umano. «Oggi il "Cec" avrebbe compiuto 97 anni -- ricorda Mezzadra - uno come lui non nasce più. E' stato istruttore di tanti pugili come Biancardi e Omodei. Con me è stato come un padre, severo ma giusto. Sono entrato in palestra nel 1966 e come insegnante e preparatore tecnico ho trovato lui. Mi ha insegnato i rudimenti del pugilato, a me come a tanti altri giovani della nostra palestra che è la più vecchia della provincia». Francesco Sconfietti iniziò la sua carriera da insegnante nel 1953, ma era salito sul ring nel 1938, mostrando subito le sue doti, arrivando alla finale dei campionati italiani novizi, che vinse ma che venne retrocesso al secondo posto perché fuori peso. Dopo 120 match da dilettante, Cèc passò pro sostenendo 60 match e incontrando i migliori pugili dell'epoca. «Sconfietti capì quanta passione avevo per la boxe e nacque tra noi due un rapporto di stima, fiducia e rispetto, tanto che mi ha fatto sentire uno di famiglia con la moglie Nella e i figli Annamaria e Renato - continua Mezzadra - altri tempi, altra persona. Per ricordarlo sto mettendo in piedi una riunione con alcuni fra i migliori dilettanti lombardi e sul campo centrale del PalaRavizza. Sarebbe stato felice». --M. Sco.