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VOGHERA. Rivalutare l'immagine dell'Ipsia Calvi e creare maggiori legami con la città. Sabina Depaoli, nuova dirigente dell'istituto di via Ricotti (subentrata a Filippo Dezza, preside del Maserati-Baratta che aveva la reggenza provvisoria), ha le idee chiare sull'impostazione che vuole dare alla scuola tecnica vogherese, che oggi aprirà i battenti per il 2019-2020.«Per me che ho insegnato storia e filosofia al liceo Galilei si tratta di un'esperienza nuova, ma molto stimolante. - spiega la preside - Al Calvi ci sono grandi potenzialità e credo che le realtà professionali siano da rilanciare, soprattutto è da superare l'immagine di scuola "di ultima categoria". Ogni istituto ha la sua dignità nel rispetto delle differenti caratteristiche. Un'adeguata preparazione tecnica è comunque un valore ed è anche molto richiesta nel mondo del lavoro». Depaoli ha le idee chiare: «Voglio lavorare affinché nell'istituto siano potenziate le competenze professionali, ma garantendo sempre una preparazione di base adeguata, che è irrinunciabile. L'obiettivo è realizzare appieno una scuola dell'innovazione. Ad esempio - prosegue - intendo proporre laboratori territoriali, con corsi extrascolastici rivolti a ragazzi che non vanno a scuola e non lavorano. Vogliamo anche puntare sull'indirizzo per tecnico grafico, un percorso quinquennale statale che può essere una valida alternativa al liceo artistico, che a Voghera non esiste. Non dimentichiamo poi che nella sede di Varzi è attivato il corso Ifts di istruzione superiore legato a turismo, cibo e territorio, partito lo scorso anno con 20 studenti».La preside punta a rivalutare l'indirizzo scolastico anche con legami più profondi con la città: «Mi piacerebbe riaprire la torre della nostra sede, con un progetto da condividere in rete con il territorio, e magari realizzarvi un museo per Voghera con i tanti strumenti di archeologia industriale che ancora abbiamo al "Calvi": l'istituto esiste da decenni e disponiamo di diversi macchinari, ma anche di lavori realizzati dagli studenti. Vorrei pure dare più spazio a competenze come la musica e il teatro, anche in vista della riapertura del teatro Sociale».--Alessio Alfretti