Papa Francesco in Africa una nuova testimonianza per il clima e l'ambiente

Il Papa vola in Africa, per il suo quarto viaggio apostolico nel continente. Tre tappe, divise in sei giorni, ciascuna con un proprio motto «Speranza, pace e riconciliazione» per il Mozambico, «Seminatore di pace e di speranza» nella visita in Madagascar, per concludere a Mauritius dove il motto prescelto è «Pellegrino di pace». Un viaggio sulle orme di Giovanni Paolo II, che proprio durante la visita a Maputo nel 1988 lanciò un appello per la protezione del patrimonio forestale.Al centro del messaggio papale quindi la pace e la salvaguardia ambientale. La "cura del Creato", già affrontata nell'enciclica Laudato sì, è tema caro a papa Francesco, come lui stesso ha voluto sottolineare nel richiamo in occasione della Giornata Mondiale di preghiera per la custodia del Creato, celebrata lo scorso 1° settembre: «E' questo il tempo per riflettere sui nostri stili di vita e su come le nostre scelte quotidiane in fatto di cibo, consumi, spostamenti, utilizzo dell'acqua, dell'energia e di tanti beni materiali siano spesso sconsiderate e dannose».Francesco abbraccia un ambientalismo che oggi vede i giovani impegnati in prima linea nella speranza di portare il mondo ad un'inversione di marcia, a un cambiamento radicale: «È questo il tempo d'intraprendere azioni profetiche. Molti giovani stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose».Anche in questo viaggio intrapreso da Francesco in queste ore - il trentunesimo del suo pontificato giunto al sesto anno - il vescovo di Roma è fermamente intenzionato a tornare sulla questione ambientale: «I governi avranno il compito di mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti per raggiungere quanto prima emissioni nette di gas serra pari a zero e di contenere l'aumento medio della temperatura globale a 1,5C° rispetto ai livelli preindustriali, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi». È l'invito, e il monito, fatto alla politica alla vigilia del vertice delle Nazioni Unite sul clima.In Mozambico, teatro di una interminabile guerra civile, il Papa non visiterà i luoghi colpiti dagli ultimi devastanti cicloni, tuttavia avrà modo d'incontrare i rappresentanti delle comunità ferite in questi anni dagli effetti meteorologici. Mentre in Madagascar invece potrà accendere i riflettori su una zona martoriata dagli incendi. Brucia l'Africa - oltre 67mila roghi da giugno a oggi secondo i satelliti della Nasa nella parte centrale - nel silenzio mediatico. A provocare gli incendi sono spesso contadini e allevatori, che cercano in questa maniera di rendere il terreno più fertile, uccidendo però allo stesso tempo un ambiente rigoglioso.Incendi devastanti come quelli che si stanno verificando in Africa rientrano in quei fenomeni altamente nocivi per il cambiamento climatico. Papa Francesco sul futuro del Pianeta ammonisce l'Onu, frusta i grandi della terra, scegliendo di mettersi in fila con i giovani di Fridays for Future. Sull'ambiente, è un nonno che tifa sfegatato per i suoi nipotini. --