"Eri il nostro tutto, il nostro sole, il nostro porto sicuro". L'addio a Paolo Crescimbini

Video «Ciao Paolino, non ti dimenticheremo mai, se puoi proteggici da lassù». Le parole di Michela, moglie di Paolo Crescimbini, l’agricoltore 36enne scomparso prematuramente nei giorni scorsi per un male incurabile, sono risuonate mercoledì mattina, lette dal parroco don Simone Baggio, nella chiesa parrocchiale di Montù Beccaria, al termine delle esequie del marito. «In questi giorni mi son sentita dire di continuo che non c’erano parole per quanto accaduto, ma in realtà io per te ne ho un milione – ha detto Michela nella lettera rivolta al suo Paolo -. Eri il nostro tutto, il nostro sole, il nostro porto sicuro. Pur in periodi difficili, c’è stato un giorno in cui ci siamo dimenticati della malattia, ovvero quando è nato Federico, la nostra gioia più grande, che crescerà sapendo di te, una delle persone che hai la fortuna di incontrare una sola volta nella vita». L'ARTICOLOVideo Serra, servizio di Oliviero Maggi

Schianto a Mede, due feriti

Video Incidente sulla circonvallazione di Mede, mercoledì alle 13.30. Per cause da accertare, all’incrocio per la frazione Goido si sono scontrate una Bmw e un monovolume Peugeot. Feriti i guidatori: un 19enne di Mede e un 42enne. Il più giovane è stato portato all’ospedale di Alessandria, il 42enne è stato trasportato con l’elisoccorso al San Matteo. Sul posto la stradale e i vigili del fuoco di Mede

Il riso biologico di Rosalia Caimo a Candia e di Roberto Marinone a Nicorvo

Video «Io qui produco riso biologico dal 2006 - spiega Rosalia Caimo Duc -. Prima la mia era un’azienda tradizionale. Il passaggio non è stato facile, perché ho lavorato tra la diffidenza dei miei colleghi. Fare il biologico? Con una donna sul trattore? Potete immaginarvi come mi guardavano».L’imprenditrice di Candia mostra diversi campi di riso, sottolineando che per fare il biologico «quello vero» i campi devono essere più piccoli. «Certamente la scelta del bio comporta molto lavoro in più - dice -. La tecnica più consolidata prevede una semina a prato con loietto, veccia, crescione in autunno. Poi, in primavera, dopo aver trinciato l’erba si pianta il riso con la giusta quantità di acqua perché cresca bene. A quel punto l’erba muore e crea una pacciamatura verde che impedisce la nascita di altre piante, se non quelle di riso». Alcuni campi di riso, in particolare di qualità Baldo, sono quasi senza infestanti, in altre c’è un certo quantitativo di giavone la tipica graminacea infestante del riso. «Cresce del giavone dove la camera del riso non è perfettamente piatta e magari si trovano zone con meno acqua - dice Rosalia Caimo Duc - ma le graminacee in basse percentuali non danno alcun problema quando passa la trebbiatrice per la raccolta». Servizio di carlo Gariboldi, video Alex Morandi