Niutta: «Costi aggiuntivi che non ho deciso io Così il bilancio di Asp è andato in rosso»
L'INTERVISTAUn bilancio in rosso, con una perdita di esercizio, nel 2018, di 1 milione e 280mila euro, un taglio ai servizi sanitari di oltre 456mila, una sforbiciata alle spese del personale per 290mila. Questi sono i conti dell'Asp - che a Pavia significa soprattutto Pertusati e S. Margherita - compreso il premio di produzione da 20mila euro che, a dicembre 2018, il consiglio d'indirizzo, presieduto da Roberto Dionigi, ha erogato all'ex direttore generale Maurizio Niutta per aver conseguito "gli obiettivi prefissati", come si legge testualmente nella motivazione. Niutta, come si arriva a un disavanzo di 1 milione e 280mila euro?«Nel novembre 2017 avevo rilevato al sindaco Depaoli e al consigliere regionale Villani l'esigenza che si colmasse un gap di 1 milione e 150mila euro. Quindi il problema era già stato evidenziato».Ma il consigliere Pd Davide Ottini ha sottolineato come da Asp era sempre stato garantito che la gestione contabile fosse in ordine. «Ricordo un'audizione con il sindaco, alla presenza del presidente Dionigi, in cui avevo spiegato che i bilanci erano in equilibrio fino a quello del maggio 2017. Poi altri costi sono intervenuti e quel sottile equilibrio è andato in crisi».Da dove nasce questo disavanzo?«Le dico solo che le risorse per coprire il disavanzo sono tutte dell'Asp, e quindi tratte dalle riserve. Non incidono su altri costi anche se si sarebbero potuti ridurre gli standard di assistenza, considerando che l'80% del nostro bilancio è destinato a spese di personale. La situazione dovrebbe essere considerata in positivo».Ma trova opportuno un premio di produzione al direttore generale mentre i conti sono in rosso ?«L'indennità di risultato è una voce stipendiale, immutata da 16 anni. E' pari al 20% dello stipendio lordo annuo».Gli obiettivi previsti nel 2017, cioè efficienza della gestione economica e pareggio di bilancio, sono stati mantenuti anche nel 2018?«No. Tra gli obiettivi che il consiglio ha posto nel 2018 vi era il raggiungimento dei ricavi nei limiti, stabiliti dall'Ats e oggetto di contratto. Pare del tutto normale collegare l'efficacia dell'azione all'acquisizione dei ricavi dove non si possono invece, per larga misura, governare i costi. Non ho stabilito io l'introduzione dell'aliquota Iva per le prestazioni socio-sanitarie, cosi come non decido io i costi per i rinnovi contrattuali stabiliti in altre sedi».Nel bilancio di previsione 2019 c'è un taglio di 450.000 euro sull'acquisto di prestazioni sanitarie. Significa che diminuiranno i servizi? «Si è provveduto a una riorganizzazione del lavoro del personale dipendente, molto disponibile nel rivedere le proprie funzioni. Gli standard non sono diminuiti e quindi non vi è preoccupazione per i livelli qualitativi. Ma trovo preoccupante il comportamento di chi ha reso pubblica la mia richiesta di ferie e ora altri documenti, quasi come se io dovessi temere la pressione di questi cialtroni». --Stefania Prato