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Gli argomenti di cui si occupa la casa editrice pavese Pime sono davvero tra i più disparati: pubblica libri di storia locale, approfondimenti scientifici per conto di ospedali e istituti di ricovero, pubblica cataloghi d'arte di qualità, con commenti ed immagini curate. Pime nasce nel 1971 come tipografia e, dopo un ventennio di buoni affari, decide nel 1992 di diventare anche casa editrice.Oggi è diretta da Marco Mellina. «Abbracciamo un pubblico il più ampio possibile, cercando di puntare sempre sulla qualità - spiega Mellina - Abbiamo ad esempio mandato alle stampe i cataloghi delle mostre di respiro nazionale della fotografa pavese Marcella Milani: "Urbex Pavia Rewind", sulle aree dismesse della nostra città, e "Mente captus", sull'ex-manicomio di Voghera. Ci occupiamo inoltre della pubblicazione dei libretti e degli opuscoli commissionati dall'associazione "Il bel San Michele", per promuovere il valore storico artistico della basilica San Michele Maggiore. Dopodiché possediamo una certa sensibilità per gli approfondimenti legati all'Oltrepo, sia dal punto di vista fotografico sia testuale. Siamo ben radicati nel territorio». Di Pime, Mellina consiglia di leggere il saggio "Ali e motori nei cieli pavesi - Storie di aeronauti, aviatori e di un idroscalo", a cura di Pier Vittorio Chierico. Soprattutto in questi mesi in cui a Pavia si parla di un progetto tangibile di restauro dell'Idroscalo abbandonato lungo il Ticino, il volume appare di attualità. «Visto che l'attuale piano è di trasformare la struttura in un bar-ristorante con sala espositiva e foresteria - commenta l'editore - può essere interessante conoscere che cosa l'Idroscalo fosse quando venne realizzato all'inizio del Novecento dalla Sisa, la prima compagnia aerea italiana per il trasporto di passeggeri, che all'epoca gestiva la rotta Torino-Trieste». Ma Marco Mellina consiglia pure la lettura di un libro d'arte. «Abbiamo recentemente realizzato, con la collaborazione del critico Gian Piero Rabuffi - chiarisce - un catalogo dedicato all'opera di Alberico Verzoletto, pittore contemporaneo di Trivero, tutto da riscoprire: per il suo linguaggio originale, che sposa la favola con la realtà, e per le sue pennellate larghe ed espressive». --Gaia Curci