Ex Vinal, bonifica vicina Costerà oltre due milioni
SANTA GIULETTAAcidi in serbatoi fatiscenti, amianto che si sgretola: la ex Vinal è una vera bomba ecologia dell'Oltrepo, secondo molti una nuova Fibronit. Ma finalmente, dopo anni di silenzio e la visita nel marzo 2017 della Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti legati al ciclo dei rifiuti, qualcosa si sta muovendo e l'incubo sta per finire. Un gruppo di tecnici qualificati sta eseguendo le verifiche necessarie alla messa in sicurezza dell'area: questa fase preliminare, che dovrebbe concludersi entro la fine dell'estate, consentirà poi la pubblicazione del bando di gara per la bonifica. Quindi saranno appaltati i lavori, condizione necessaria per usufruire dei 2,2 milioni di euro stanziati da Regione Lombardia. Una buona notizia per i circa 1.700 abitanti del piccolo centro oltrepadano, con in testa il sindaco Simona Dacarro, che dice: «La bonifica riveste una particolare importanza nel nostro Comune».«C'è massima attenzione. - continua il primo cittadino - Tutti si stanno impegnando a fondo, penso alle segretarie in reggenza che stanno seguendo le procedure con dedizione. Inoltre il decreto di Regione Lombardia, sulla base dei nuovi criteri di finanziamento (stabiliti dall'articolo 17 bis della legge regionale 26 del 2003), ci impone una grande attenzione perché otteremo il 50% dell'importo di contratto di affidamento, vale a dire il limite massimo stabilito per l'anno in corso, solo presentando il contratto di appalto dei lavori di bonifica. Dobbiamo quindi mantenere un margine di copertura interno per ogni evenienza perché, semplificando, noi stiamo operando con un decreto di impegno di spesa della Regione, ma non abbiamo ancora ricevuto i soldi». Gli esperti sono al lavoro: «Già da tempo abbiamo affidato gli incarichi e stiamo svolgendo le operazioni preliminari. - continua il sindaco Dacarro - Sono al lavoro un avvocato perché l'aspetto giuridico è molto complesso e poi parliamo di soldi pubblici quindi la Regione chiede un'azione di rivalsa, proprio il decreto stabiliva la presenza di un avvocato; poi un topografo, un ingegnere strutturista, per mappare l'area e mettere in sicurezza le strutture, alcune pericolose perché in disuso da anni; un ingegnere ambientale, un geologo e un chimico appoggiato da un laboratorio di analisi. La prossima settimana avremo un primo incontro per predisporre il bando di gara. Pensiamo di arrivare al bando entro la fine dell'estate, e di riuscire ad affidare i lavori entro la fine dell'autunno. Confidiamo che partano al più tardi nel 2019». Il progetto d'intervento prevede la rimozione delle lastre in cemento - amianto, bonifica e lavaggio dei serbatoi, rimozione e smaltimento dei rifiuti interrati o sparsi all'interno degli edifici: secondo una stima effettuata dal Comune, infatti, nel sito dismesso sono presenti circa 15 mila metri quadrati di coperture in amianto, in stato di progressivo deterioramento con forte rischio di cedimenti e cadute, e centinaia di ettolitri di prodotti chimici pericolosi ed inquinanti (tra cui acido solforico, acido nitrico, acido muriatico) ancora stoccati in numerosi serbatoi, cisterne, fusti fuori terra. Nei fabbricati, inoltre, si trovano rifiuti di varia natura sparsi sulle pavimentazioni, mentre a nord dello stabilimento è stata individuata un'area in cui sono presenti rifiuti interrati non pericolosi, misti al terreno. Franco Scabrosetti