Senza Titolo
BIMBO INGLESEVi chiedo di pregareper il piccolo Alfien Come Cristo nella Settimana della Passione, oggi c'è chi muore ingiustamente. Sono i santi innocenti dell'Occidente ateo. Un bimbo inglese di 23 mesi ricoverato al Liverpool in terapia intensiva e ventilato. Ora l'ospedale vuole staccare la ventilazione, provocandone la morte.Come Gesù, anche Alfie ha subito un processo ingiusto in cui solo l'ospedale ha avuto voce. Dopodiché la Corte europea dei diritti dell'uomo ha preferito lavarsi le mani. Accanto ad Alfie la sua mamma, impotente come lo fu la Madonna, suo padre, come Giovanni con Gesù, alcune donne e un piccolo popolo che sta al suo fianco come il Cireneo e la Veronica. Chiedo a tutti i credenti di ricordare Alfie e di pregare affinché ci sia dato un segno di Resurrezione e di vittoria già ora: la salvezza della vita di Alfie.Luciana MontiniVogheraPOLEMICALa chiesa e i gayprecetti e misericordian Non so su quali basi scientifiche appoggino le affermazioni fatte dal sig. Fabrizio Anselmi il 4 aprile scorso a proposito dei gay.La Chiesa non approva certi comportamenti. D'altronde condanna, aborto, divorzio, eutanasia, fecondazione eterologa , rapporti pre matrimoniali, ecc... Libero ognuno di aderire o meno a certi insegnamenti. Ma la Chiesa non esclude nessuno e la misericordia copre anche il peccato più grave (aborto e omicidio) purché la persona si penta sinceramente (vedi episodio del buon ladrone). Essa poi non si limita a dare indicazioni ma spiega che il compimento dell'uomo (felicità) passa attraverso alcuni modi di vivere e non altri.Teresa BianchiVigevanoPAVIAIl silenziodel vescovon Ho atteso qualche giorno per non entrare nel vivo della polemica tra mons. vescovo e i gay, con i quali in questo caso concordo. Pensavo, visti i silenzi alla mia lettera inviata alla Provincia Pavese dopo le mie numerose mail, che mons. Sanguinetti non leggesse il nostro quotidiano locale e non rispondesse su di esso... mi ero sbagliato! Vuol dire pertanto che non riteneva opportuno rispondermi o che le mie richieste non erano degne di nota!Nella mia ormai lunga vita ho conosciuto molti porporati e vescovi e ho sempre trovato un ambiente molto aperto e accogliente. Mi ha molto meravigliato, dopo gli ottimi rapporti con i vescovi Angioni, Volta e Giudici, questo silenzio che mons. vescovo ha creato intorno a sè.Non tocca a me chiederne le motivazioni, anche perché già da anni ho cambiato simbolicamente diocesi, ma mi chiedo se questo sia un comportamento corretto per il maggior esponente della chiesa pavese. Sebastiano Caronni OrsenigoPaviaSTRADELLASciopero e picchettobloccano tutta l'arean C'è una situazione che si sta protraendo da quasi una settimana: alla H&M di Stradella sono in sciopero per ottenere alcuni diritti (per carità, sacrosanti) e per fare questo si picchettano gli ingressi del comprensorio logistisco di via Primo Levi e di via Zaccagnini dove sono situate altre aziende; il punto è che non permettono di entrare con le auto ai dipendenti delle altre aziende e senza che questo possa d'aiuto al raggiungimento dei loro scopi. Alla mia domanda: «Datemi una spiegazione su come il nostro entrare a piedi vi possa aiutare ad ottenere quello che volete», la risposta è stata: «E' stato fatto un accordo». Quanto è legittimo che questi scioperanti adottino questo ostruzionismo?V.B.CURE PALLIATIVEGli ultimi mesi di vitadel mio papàn A quasi un mese dalla scomparsa di mio padre, è solo ora che ho la mente più fresca e che mi rendo veramente conto della perdita. Il percorso di malattia è stato lungo e gli ultimi 15 mesi li abbiamo trascorsi in cure palliative. Ahimé... quando arrivi qui è perchè non vi è più nulla da fare. Le cure palliative però possono aiutarti a vivere il tempo che ti resta in maniera dignitosa e senza avere dolore fisico. Ecco che il malato conduce una vita (più o meno) normale e i familiari sono quindi più rilassati e raccolgono ogni forza che hanno per stare accanto a lui e sostenerlo affettivamente e psicologicamente in questo triste percorso.Da un lato, la chimica dei medicinali. Dall'altro, l'affetto dei familiari ma non solo da parte loro.Mio padre trascorso gli ultimi sette mesi nel reparto di cure palliative della Rsa San Francesco di Pinarolo Po. E qui noi abbiamo trovato professionalità e competenza. E una cosa ha fatto la vera differenza: l'umanità del personale che lo ha curato, dal direttore al medico, dall'infermiere all'assistente Os. Per loro mio padre non è stato solo un paziente ma anche un amico, uno zio, un padre. Noi familiari non smetteremo mai, per questo, di ringraziare il S. Francesco.Anna Montanaro