«Mense, colpire solo i furbetti»
BINASCO I gruppi di opposizione si dicono in sostanza concordi con le misure messe in campo dal Comune per recuperare i soldi dei buoni mensa, ma invitano a distinguere tra i "furbetti" e le famiglie realmente in difficoltà. «Mi riservo di approfondire la questione chiedendo maggiori dettagli ai Servizi sociali- dice il capogruppo di "Binasco sei tu", Mario Vecchi-. Se sullo spirito dell'iniziativa si può essere consenzienti ed anzi, forse, si è deciso di intervenire fin troppo tardi, i dubbi restano sulle modalità con le quali sarà applicato il provvedimento. Per questo intendo acquisire più ampie informazioni». Più articolato il giudizio di "Progetto Binasco" con il capogruppo Mattia Andreosso che, se da un lato concorda con il pugno di ferro del Comune ("era ora"), dall'altro esprime anche preoccupazione. «Un totale di circa 124mila euro e 62mila euro di mancati introiti solo nei primi mesi di quest'anno scolastico- afferma- rappresentano una situazione insostenibile che crea difficoltà a qualsiasi amministrazione. Si sta parlando di bambini e ragazzi e le colpe dei genitori non dovrebbero ricadere sui figli. Questo sarebbe il ragionamento più di buon senso da usare anche in queste situazioni, che si sono moltiplicate negli ultimi anni. Purtroppo, e ne siamo consapevoli, siamo di fronte ad una situazione economica grave che mette a dura prova il funzionamento della macchina amministrativa».Per le opposizioni, l'amministrazione ha ora il compito di verificare le motivazioni del mancato versamento delle rette distinguendo le situazioni riconducibili ai "furbetti" o a persone poco attente e quelle legate invece a gravi situazioni di indigenza. «Nel primo caso- conclude Andreosso- pugno duro perché è buona educazione pagare i servizi che vengono offerti, nel caso di povertà diffusa, invece, auspichiamo un trattamento che possa andare incontro ai cittadini con rateizzazioni e piani rientro studiati appositamente. Il Comune deve fare attenzione con tempestività ai crediti che vanta dagli utenti perché la situazione in poco tempo sfugge di mano e da poche migliaia di euro si passa a buchi di bilancio ingestibili. Non è corretto che la collettività paghi per errori altrui. Speriamo che il problema si risolva senza arrivare a casi estremi che potrebbero interessare direttamente i bambini».Gianluca Stroppa