Troppo manganese pulite le tubature

GARLASCONell'acquedotto di Garlasco negli scorsi mesi ci sono state concentrazioni elevate di manganese. Per questo l'acqua era torbida. A sottolinearlo un documento dell'Ats di Pavia che, a maggio, ha invitato il Comune ed i gestori della rete (Asm Vigevano) a migliorare la qualità dell'acqua. Le analisi dell'8 maggio 2017 hanno indicato una presenza di 272 milligrammi per litro, contro la soglia di legge di 50 milligrammi per litro. Il manganese è un elemento presente in natura nell'acqua pescata in profondità nella falda. Il manganese non è ritenuto nocivo per la salute umana, ma intorbidisce l'acqua rendendola marroncina. «E' un oligoelemento, che in piccole concentrazioni non risulta tossico o cancerogeno -- ha spiegato l'associazione italiana Medici per l'ambiente-- . Tuttavia sarebbe opportuno verificarne la quantità».«Abbiamo provveduto ad una verifica degli impianti di Garlasco, sono stati eseguiti cicli aggiuntivi di lavaggio - ha risposto all'Ats il coordinatore tecnico di Asm Vigevano Alberto Bonzanini -. A seguito delle quali le analisi hanno rilevato una concentrazione di manganese sotto la norma». «Non si tratta di un problema continuo, gli interventi dei tecnici l'hanno arginato. L'acqua di Garlasco è a posto» spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Santagostino.Sul punto è però intervenuto sui social anche Renato Bertoglio, portavoce provinciale di Legambiente. «In base al campione prelevato l'8 maggio - dice - l'Ats segnala che il valore del manganese è 272 microgrammi/litro contro i 50 previsti, cioè oltre 5 volte di più. Il 26 giugno l'Asm comunica a Ats e Comune di aver "provveduto ad una verifica dell'impianto e all'esecuzione di cicli aggiuntivi di lavaggio delle masse filtranti", e che dopo è stata eseguita un'ulteriore analisi in base alla quale la concentrazione riscontrata è stata di 20 microgrammi/litro. In una successiva nota l'Ats segnala che, in base ad un campione prelevato il 3 luglio dalla fontana in via S.S. Trinità, il valore dei nitriti è 0,12 microgrammi/litro anziché 0,10. Non essendo né chimico né medico, mi astengo da qualunque considerazione sulle conseguenze di questi "sforamenti" sulla nostra salute, penso non siano drammatici, visto che non sono stati emessi divieti di consumo. Quello che invece vorrei sottolineare è che i cittadini hanno diritto di sapere tempestivamente quando ci sono valori non rispettati nell'acqua che bevono».(s.bar.)