«Attenzione alla tariffe degli smartphone all'estero»

PAVIAFederconsumatori lancia l'allarme roaming. Dalla metà di giugno gli operatori telefonici non possono più addebitare costi aggiuntivi per le chiamate dai telefoni cellulari e per il traffico dati degli utenti in viaggio nei paesi Ue diversi dal loro. Lo ha stabilito un regolamento europeo che ha modificato le normative precedenti. I contratti nuovi ed esistenti che includono servizi di roaming diventano automaticamente «contratti con roaming a tariffa nazionale» per chiamate vocali, sms, mms e traffico dati, senza bisogno che l'utente faccia nulla. Ciò nonostante, come spiega Cristiano Maccabruni presidente di Federconsumatori Pavia, bisogna fare attenzione. «A chi è già partito, o è in procinto di farlo, consigliamo di non abbassare la guardia sul fronte delle tariffe di telefonia mobile, in particolare per quanto riguarda il traffico dati. Prima dell'addio al roaming vi era estrema attenzione, una volta usciti dall'Italia, nel verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo, ora i cittadini, invece, sono portati a pensare che il traffico sia libero e sono perciò esposti alle insidie delle compagnie. Non tutti sanno, ad esempio, che in alto mare, su alcuni traghetti e navi da crociera, scattano i collegamenti satellitari, estremamente costosi (una telefonata può costare anche 3 euro al minuto). Basta un nonnulla, in questo modo, per ritrovarsi con il credito azzerato: gli smartphone, infatti, continuano a scaricare dati e aggiornamenti, consumando traffico dati, anche quando apparentemente sono inattivi». Lo stesso problema, conclude Maccabruni, «si può riscontrare in Paesi non Ue come Svizzera, Montenegro e Albania dove l'abolizione del roaming non è in vigore». (p.a.v.)