Fabbri e calzolai nelle edicole dismesse in città

Il Comune ha individuato sia l'azienda che il coordinatore per l'abbattimento della sequoia di via Scopoli. L'intervento verrà effettuato dal consorzio milanese che già ha la responsabilità di gestire il verde pubblico nella zona del centro storico. Quanto al coordinatore, è stato individuato un agronomo di Casteggio. Il problema è sorto quando sono stati messi in cantiere i lavori sulla sede della scuola media Casorati. Per l'esecuzione dei suddetti lavori sarà necessario predisporre un ponteggio su tutto il perimetro dell'edificio, ma poiché sul lato di via Scopoli è presente unesemplare di sequoia gigante che impedisce l'allestimento del ponteggio e trattandosi diesemplare con gravi problematiche vegetative, il Comune ha deciso di procedere con l'abbattimento dell'esemplare.di Stefania PratowPAVIAPunta al riuso l'amministrazione Depaoli. E punta a ridare vita alle attività in crisi. A partire dalle edicole. Che, nelle intenzioni del Comune, potrebbero ospitare piccole attività artigianali. Spazi che, ad esempio, potrebbero essere messi a disposizione di calzolai, fabbri, sarti. Gli uffici comunali hanno iniziato la mappatura delle strutture falcidiate dalla crisi. Sono quattro solo in centro storico. Hanno chiuso i battenti le edicole di corso Garibaldi, piazzetta Guidi, via XX Settembre, piazza della Posta. Serrande abbassate anche in via Chiozzo. Attività che si possono riconvertire, sottolinea il vicesindaco Angela Gregorini, facendo sapere che dalla giunta è partita una direttiva, rivolta agli uffici, «per individuare l'esatto numero delle attività chiuse». Passaggio necessario per «rendersi conto delle dimensioni del problema» e per poi avviare un cambio di destinazione d'uso. «Alcuni cittadini hanno presentato richiesta in Comune per poter trasformare i vecchi chioschi in bar di cui Pavia ora non ha bisogno - spiega l'assessore -. Le vecchie edicole sono spazi adatti ad ospitare attività artigianali che mancano in città, alcune delle quali rischiano di scomparire. Penso ai calzolai, a chi realizza serrature, ma anche ai sarti. Il recupero di questi luoghi rientra nel piano più complessivo di valorizzazione del centro storico, ma anche delle periferie cittadine». Stando all'attuale normativa regionale, le edicole possono commercializzare anche altri prodotti. Tra cui quelli alimentari. Ma solo confezionati e non deperibili. «Per questo si è reso opportuno puntare ad un cambio di destinazione - precisa Gregorini -. L'eventuale riconversione comporterà una modifica del regolamento comunale del commercio su area pubblica». Uno degli elementi di maggiore complessità nell'iter amministrativo che porterà al cambio di destinazione d'uso è quello che riguarda le norme igienico-sanitarie. «Si dovrà infatti tener conto della complessa normativa vigente», precisa il vicesindaco, sottolineando poi che «la direttiva di giunta impegna il Comune a prevedere una valutazione congiunta con le associazioni di categoria». «Le eventuali nuove attività dovranno essere assegnate attraverso bando ad evidenza pubblica, in base a quanto stabilito dalle norme in vigore».