Riso, alleanza tra Stati anti import

MORTARAFronte comune a Bruxelles «per affrontare l'attuale situazione del settore risicolo». I ministri dell'Agricoltura di Italia, Francia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Portogallo e Romania hanno firmato un documento per sollecitare un intervento urgente della Commissione europea: lo scopo è «rendere operative le misure adeguate a sostegno del comparto». Il documento strategico contiene quattro richieste fondamentali: attivare la clausola di salvaguardia per le importazioni dai Paesi a dazio zero e rimuovere i vincoli che impediscono l'efficace applicazione delle misure di salvaguardia per le importazioni nel Sistema delle preferenze generalizzate, uno degli strumenti chiave per aiutare la crescita dei Paesi in via di sviluppo; riconoscere la specificità del settore nella nuova Politica agricola comune; potenziare modelli di etichettatura con iniziative adeguate per aumentare il consumo del riso prodotto nell'Unione europea; approfondire gli studi per valutare gli effetti delle agevolazioni tariffarie sui diritti sociali e dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo, oltre alle conseguenze ambientali dei sistemi di produzione locali. Per Paolo Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi, il documento costituisce «un passo decisivo verso la soluzione dei problemi della risicoltura, ma soprattutto una conferma della grande attenzione del ministro Martina per la nostra filiera». Dal primo settembre 2009, inizio della completa liberalizzazione delle importazioni dai Paesi meno avanzati (fra cui la Cambogia), si è avuto il progressivo aumento delle importazioni totali di riso nella Ue (+ 65% dal 2009 al 2016). Il primato di 1,34 milioni di tonnellate è stato raggiunto nella campagna agraria 2015-2016. (u.d.a.)