Abusi choc sui bimbi del coro di Ratisbona

di Mariaelena FinessiwROMAIl coro della Cattedrale di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo, finisce nella bufera: in diversi decenni, almeno 547 bambini sarebbero stati abusati. Violenze fisiche, psicologiche e, per una sessantina di loro, anche violenze sessuali da parte di preti ed insegnanti cattolici. La denuncia scioccante, divulgata ieri dai media tedeschi, è contenuta nel rapporto finale dell'avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sulla vicenda e che ha guidato l'inchiesta. Nel documento precedente, del gennaio 2016, Weber aveva riferito un numero inferiore di abusi: 231 casi di maltrattamenti, tra stupri, percosse e privazione del cibo.Per i colpevoli - 49 quelli individuati fino ad oggi - probabilmente non ci sarà alcun processo essendo caduti in prescrizione i reati di cui sono accusati. Le violenze risalirebbero infatti al periodo compreso tra il 1945 e l'inizio degli anni'90. La diocesi, che solo di recente ha deciso di collaborare, risarcirà gli ex coristi - che all'epoca frequentavano perlopiù la terza e quarta elementare - con 20mila euro ciascuno. Una cifra irrisoria se molte delle vittime, come riferisce il documento, ricordano quel periodo come una «prigione, inferno o campo di concentramento» o comunque ritengono che gli anni trascorsi nel coro siano stati «i peggiori della loro vita, caratterizzati da paura, violenza e mancanza di aiuto».Tempo addietro, lo scandalo aveva destato molto clamore anche perché Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI, è stato il direttore del coro dei «Passeri del Duomo» tra il 1964 e il 1994, sebbene gli eventi contestati risalirebbero in gran parte a un periodo precedente. Quando nel 2000 vennero alla luce alcuni episodi di pedofilia, l'ex vescovo di Ratisbona, e da pochi giorni non più Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller aveva dichiarato: «Georg Ratzinger è assolutamente, temporalmente e realmente estraneo» a questa vicenda. Tuttavia, dopo le prime denunce, sette anni fa Georg Ratzinger chiese scusa affermando comunque di essere stato all'oscuro di quei fatti: «Se avessi saputo degli eccessi di violenza che avvenivano, avrei fatto qualcosa. Chiedo perdono alle vittime», disse in un'intervista alla stampa tedesca in cui ammise di aver dato anche lui qualche ceffone ai bimbi nei primi anni alla direzione del Regensburg Domspatzen. Più recentemente, a gennaio del 2016, aveva poi dichiarato: «Ai miei tempi non ho assolutamente sentito nulla di abusi sessuali».Nell'incontro con i giornalisti, ai quali è stato illustrato il rapporto finale, l'avvocato Weber ha però attribuito al fratello del Papa Emerito delle «corresponsabilità» poiché all'ex direttore del coro va «rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse». Se i principali responsabili delle violenze e degli abusi sono stati individuati nel direttore della scuola e nel suo vice, il rapporto sottolinea in particolare, contestandola, una «cultura del silenzio» che ha fatto si che molti esponenti della gerarchia ecclesiastica abbiano taciuto in merito ai soprusi perpetrati nei confronti dei bambini, con l'unico scopo di difendere il nome della storica istituzione canora esibitasi, negli anni, per la visita di Elisabetta II come per quella di Giovanni Paolo II. ©RIPRODUZIONE RISERVATA