Cipolla rossa, Breme contro le "imitazioni"

BREME I produttori ortofrutticoli della Lomellina e del Tortonese fanno concorrenza alla cipolla rossa di Breme. Il sindaco Francesco Berzero lancia l'allarme all'inizio dell'annuale sagra (comincia proprio oggi) che attira a Breme molte migliaia di avventori da tutto il Nordovest.«Ci sono giunte segnalazioni - spiega il sindaco Francesco Berzero - di aziende agricole e ortofrutticole sia lomelline sia tortonesi che hanno anticipato la raccolta di cipolle rosse per farci concorrenza: a quanto pare, hanno anche abbassato i prezzi al quintale, ma i produttori bremesi hanno risposto con una produzione di qualità eccezionale che rimarca la specificità del nostro prodotto tipico».Il Comune aveva approvato l'etichetta d'origine per la cipolla rossa di Breme proprio per tutelarsi contro gli ortaggi spacciati per bremesi in diversi luoghi del Nord Italia puntando sulla tracciabilità. Lo strumento di tutela è un'etichetta applicata alle confezioni spedite nei supermercati, negli ortofrutta e nei ristoranti di numerose province centro-settentrionali, in cui sono evidenziati il marchio Denominazione comunale d'origine sul fronte e la dicitura "La dolcissima prodotta a Breme - Zona DeCo" sul retro.«Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni - conferma il sindaco Berzero - da amici e conoscenti, che in vari posti di Milano, Torino e altre città si erano imbattuti in cipolle rosse non prodotte a Breme: se ne sono accorti perché quegli ortaggi non erano dolci, croccanti e digeribili, ma a livello gustativo si avvicinavano alle rape rosse. Così abbiamo scelto di introdurre l'etichetta d'origine per tutelare e distinguere la nostra produzione di nicchia».Il mercato della cipolla rossa di Breme affonda addirittura le radici nel Medio Evo: oggi la ventina di produttori arriva a produrre oltre 1.500 quintali di cipolle su una superficie complessiva di 150 pertiche milanesi. Umberto De Agostino