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di Stefania PratowPAVIAAsta deserta. Nessun interesse per il palazzo che ospitava l'istituto Santa Margherita. Da sette anni cantiere fantasma, dopo il fallimento della ditta che lo aveva acquistato nel 2006 per 13 milioni e 120 mila euro. Tutto da rifare per questo complesso immobiliare che si affaccia su piazza Borromeo: 5.400 metri quadrati e un parco di 2.000. La data della prossima asta pubblica verrà decisa dal giudice dell'esecuzione che dovrà anche stabilire se sarà diminuito del 20, 25% il prezzo base di 8 milioni e 700 mila euro, prevedendo un'offerta minima, per partecipare alla vendita, di 6 milioni e 525 mila. Prezzo stimato dai periti: 9 milioni e 388 mila euro. Rimane quindi nel degrado assoluto l'edificio simbolo della cura e della riabilitazione per gli anziani della città. Imbrigliato da ponteggi, avvolto da teli strappati dalle intemperie, la torre cinquecentesca che chiede interventi. Sta in quelle condizioni dal 2010, da quando è fallita la Eleca spa, società di Cantù che aveva acquistato l'immobile dall'Asp, Azienda servizi alla persona, iniziando i lavori di restauro nel 2008. Un affare potenziale da circa 20 milioni di euro che rimane al palo. A fare il vero affare, per il momento, è stata l'Asp. «Va considerato che l'immobile era stato comprato in pieno boom edilizio, ma che nel 2008, anno in cui erano partiti i lavori che avevano dovuto attendere tutte le autorizzazioni necessarie, la situazione era cambiata radicalmente», sottolinea Maurizio Niutta, direttore generale dell'Azienda servizi alla persona. Che aggiunge: «Abbiamo incassato risorse importanti reinvestite in altre strutture». Il progetto della Bcg, inizialmente seguito dall'architetto Claudio Baracca e poi dal socio Massimo Giuliani, prevedeva la realizzazione di una sessantina di appartamenti, il recupero del parco che costeggia via Perelli e la costruzione di un parcheggio interrato di due piani con un centinaio di box. Ora è tutto fermo, un cantiere diventato, per parecchio tempo, riparo di disperati. Erbacce. Ma anche resti architettonici medioevali e reperti archeologici. Quelli rinvenuti durante gli scavi per il parcheggio sotterraneo. Anfore, ossa, suppellettili. Uno scavo che Paolo Ferloni, di Italia Nostra, definisce «inopportuno. E spiega: «Siamo rimasti sconcertati che vi sia stato parere favorevole della Soprintendenza ai beni monumentali che non è però competente su quanto si trova sotto terra». Il via libera comunque c'era stato. La ristrutturazione era stata avviata. L'obiettivo era quello di vendere residenze signori a circa 4 mila euro al metro quadro. Poi il blocco lavori. Fino a quel momento, per il restauro dell'edificio vengono spesi 12 milioni di euro. Quasi altrettanti sarebbero ora necessari per completare i lavori di ristrutturazione di questa palazzina su due piani che, nella sua parte più antica, quella da cui si innalza la torre, risale al Cinquecento. Ma che venne rimaneggiata nel '700 e nell'800. È ancora di proprietà dell'Asp una porzione di 218 metri quadrati che nel 2006 era destinata a servizi, ma che ora è passata a residenziale. «Speriamo di vendere questi ultimi metri quadri - fa sapere Niutta -. Negli ultimi tempi è ancora cambiata la situazione del mercato immobiliare e potrebbero ad esempio essere interessati fondi di investimento».