La Regione non paga, pullman a rischio

Altri tagli in arrivo per il trasporto pubblico locale. Ad annunciarlo è stato lo stesso assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte. «Se il governo Gentiloni non correggera'i tagli di 23 milioni annunciati in Conferenza Stato-Regioni saremo costretti a rivedere il servizio - ha detto l'assessore regionale -. Con queste condizioni studenti elavoratori rischiano di rimanere a piedi e pesanti saranno leconseguenze anche per l'economia lombarda». Sergio Resconi, direttore generale di Pmt, lancia l'allarme. «Se così fosse, andremo incontro ad un ulteriore drammatizzazione della situazione». Vale dire, salterebbero nuove corse. «E soprattutto negli orari di punta, perchè a questo punto altro non si può tagliare. Le corse della domenica sono praticamente soppresse, quelle del sabato ridotte all'osso. Un nuovo taglio al trasporto pubblico locale, dopo quello del 2011 e del 2015 vorrebbe dire mettere praticamente in ginocchio il servizio». Al momento, però, non c'è nulla di deciso ancora: «Aspettiamo prima di fasciarci la testa». Ma c'è anche un altro aspetto. «Molte aziende di trasporto stanno andando in grande sofferenza, perchè da due mesi non ricevono il corrispettivo. Noi compresi. E' sempre più difficile»(g.s.)di Stefania PratowPAVIAConto alla rovescia per la scadenza del contratto del trasporto pubblico locale. E se la Regione non assegna i fondi alla Provincia, 10,5 milioni, dal primo marzo è stop dei bus su tutto il territorio provinciale. Il grido d'allarme arriva da Piazza Italia che in queste ore sta lavorando a ritmi serrati per trovare una soluzione ed evitare l'interruzione di pubblico servizio. È infatti la Provincia la titolare del contratto del trasporto pubblico locale, in scadenza il 28 febbraio e che va necessariamente prorogato in attesa dell'affidamento del nuovo servizio, in quanto si è ancora in attesa della decisione del Consiglio di Stato sulla questione appalto. Ma la continuazione del servizio non è possibile se da Regione Lombardia non arriva il provvedimento di assegnazione delle risorse a Piazza Italia. Risorse che sarebbero già state stanziate, ma non attribuite all'Agenzia per il trasporto pubblico del bacino di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Si tratta dell'organismo che deve occuparsi dei bus pubblici, in base a quanto stabilito dalla legge regionale numero 6 del 2012, quella che rivoluzionò il settore e che ha portato alla necessità di indire il bando di gara per il gestore unico delle corriere. Ma l'Agenzia è ancora in stand by operativa. È infatti rimasta priva di qualsiasi dotazione organica e quindi se anche dovesse ricevere denaro da Palazzo Pirelli, le risorse non potrebbero venire utilizzate per pagare le aziende che gestiscono il servizio. I soldi, per bypassare il problema, dovrebbero quindi entrare direttamente nelle casse provinciali. Una situazione di stallo che era già stata denunciata lo scorso gennaio dal presidente della Provincia Vittorio Poma che aveva chiesto alla Regione di «garantire i fondi per il funzionamento di un servizio primario». Fondi che, aveva sottolineato il presidente, «si dovrebbero assegnare direttamente a Piazza Italia per evitare problemi al trasporto pubblico locale». Un rischio blackout che il presidente Poma aveva già segnalato in una lettera inviata alla Direzione generale infrastrutture e mobilità. Segnalazione che si era aggiunta a quella del presidente dell'Agenzia, Regalia, che aveva scritto sia al governatore Maroni che al ministro dei trasporti Delrio. Rischio paralisi anche per i bus cittadini, anche se in questo caso il contratto con Line è in capo a Pavia.