La derubano mentre gioca a Burraco

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA I ladri entrano nell'appartamento mentre la padrona di casa sta giocando a Burraco con una coppia di amici; poi i malintenzionati si accorgono di essere stati scoperti dalla donna e si chiudono a chiave nello studio, per poter completare il colpo. Quando la padrona di casa riesce ad entrare nella stanza, aiutata dal fratello, non può fare altro che constatare la fuga dei ladri e contare i danni. Il valore della refurtiva non è stato ancora quantificato con precisione, ma dovrebbe essere nell'ordine di diverse migliaia di euro. Il furto è stato compiuto l'altro pomeriggio, verso le 19.30, in un appartamento di via Calatafimi. La casa è quella in cui vive la vedova di Giulio Cesare Anselmi, un medico molto conosciuto in città. Anselmi, che è stato anche primario di chirurgia, fu tra le altre cose il primo medico a giungere sul luogo del disastro ferroviario di Voghera, il 31 maggio 1962, salvando molte vite umane. Anche per questo la notizia del furto si è sparsa velocemente in tutta Voghera. «Avevo passato il pomeriggio a giocare a Burraco con una coppia di amici - racconta Maria Anselmi, 89 anni - Al momento di salutarli sono andata a prendere i loro cappotti, che avevo messo in un'altra stanza. Quando sono passata ho sentito un rumore in casa, ma non ci ho fatto caso. Dopo che i miei amici sono usciti, ho visto una luce uscire da sotto la porta dello studio di mio marito. Pensavo di averla dimenticata accesa: stavo andando a spegnerla, quando ho visto che la maniglia girava, come se qualcuno la stesse chiudendo dall'interno. Ho capito subito che c'erano i ladri, e che si stavano chiudendo nello studio. Mi sono spaventata, naturalmente, e sono andata a chiamare mio fratello, che era in strada qui vicino per portare a passeggio il cane. I ladri ne hanno approfittato per scappare». I ladri erano passati dal balcone, forzando una finestra. «Quando io e mio fratello siamo entrati nello studio - prosegue la donna - ho visto che per terra c'erano tutti i vestiti e gli altri oggetti contenuti nei cassetti e nell'armadio. Non so ancora con precisione cosa hanno rubato. Sul pavimento c'erano però tutti gli scatolini in cui tenevo i miei gioielli personali e i ricordi di famiglia: aperti e vuoti». I ladri dopo avere passato al setaccio lo studio di Giulio Cesare Anselmi si sono dedicati alla camera da letto. Poi sono scappati dalla stessa finestra che avevano usato per entrare. La famiglia ha denunciato il furto alle forze dell'ordine, che hanno fatto un sopralluogo nell'appartamento. Fortunatamente l'anziana padrona di casa non si è trovata faccia a faccia con i ladri, che avrebbero potuto reagire in modo imprevedibile. Maria Anselmi, a parte la comprensibile agitazione per l'intrusione domestica in pieno giorno, non si è comunque fatta prendere dal panico e ha subito telefonato al 113. (ha coll. Marco Quaglini)