Alfano: «A Milano stop ai migranti»
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Milano ha fatto la sua parte. Se non ci sarà un calo degli sbarchi diciamo stop ai profughi. Non è un "no" all'accoglienza, ma serve uno smistamento migliore. I Comuni più piccoli possono fare di più. Cercheremo di farli collaborare». Annunciando l'arrivo di altri 150 militari, il ministro degli Interni Angelino Alfano ieri ha chiarito qual è la linea del governo sul fronte della sicurezza a Milano. Due i temi caldi all'ordine del giorno del vertice che si è tenuto a Palazzo Marino con il sindaco Giuseppe Sala e il prefetto Alessandro Marangoni: il rafforzamento dell'operazione "Strade sicure" affidata alle "pattuglie miste" (militari-forze dell'ordine) e lo smistamento dei profughi nei comuni dell'hinterland milanese, anche quelli che fino adesso hanno gridato «non ne prendiamo neanche uno». «Tutti devono fare la loro parte». Sono circa un centinaio, molti governati da sindaci della Lega Nord. E se l'annuncio lanciato da Alfano - «a Milano meno migranti e più soldati» - ha più o meno messo d'accordo tutti, ha invece sollevato una polemica politica l'appello ai sindaci lombardi all'accoglienza dei profughi per alleggerire il capoluogo. «Il peso dell'immigrazione si sente anche perché ci sono comuni milanesi che non accettano arrivi scaricando il peso dell'emergenza sugli altri, circa una trentina, che dicono sì», ha ribadito Alfano. Con lui il sindaco Sala: «Bisogna trovare strumenti affinchè tutti facciano la loro parte. Non credo sia giusto per i cittadini milanesi o di altre città che hanno sindaci con la sensibilità giusta, essere penalizzati». La replica di Matteo Salvini. «I nostri sindaci si occupano degli italiani e degli immigrati regolari già presenti. Con i clandestini non abbiamo tempo e soldi da perdere», così ha replicato ad Alfano il segretario nazionale del Carroccio. I militari a Milano? «Servono, ma non bastano. Occorrono il blocco degli sbarchi dei migranti e le espulsioni di massa». E il governatore della Lombardia ed ex ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni. precisando di non essere stato nemmeno informato della riunione a Palazzo Marino, ha replicato: «Il governo è costretto a rimediare alla pessima gestione di immigrazione e sicurezza. L'unica risposta è: basta immigrati in Lombardia». Pattuglie miste sulle strade. Intanto Milano si prepara ad accogliere prima di Natale i 150 militari che, chiuso il Giubileo, arriveranno da Roma facendo salire a 650 il numero dei soldati presenti in provincia. Si tratta del 9% dell'intero contingente (7.050 soldati) impiegato su tutto il territorio nazionale nell'operazione "Strade sicure". In pattuglia ci saranno un agente, oppure un carabiniere, e due soldati. È questo il modulo operativo, già collaudato da diversi anni, che verrà impiegato a Milano. «Permetterà di sdoppiare il numero delle pattuglie presenti in città, raddopiando il controllo del territorio e degli obiettivi sensibili», ha spiegato il prefetto Marangoni. In questo modo potranno essere liberate pattuglie di vigili urbani deviate soprattutto alla stazione Centrale e nelle zone vicine. Secondo i dati forniti dal Viminale in tutta la provincia di Milano ci sono 5.779 poliziotti, 3.474 carabinieri, e 1.905 finanziari oltre agli agenti della polizia locale. Sala: «Milano città sicura». Nonostante la polemica politica e i recenti casi di guerriglia urbana finiti tragicamente, Milano resta una città sicura con il totale dei reati in calo del 7%. Gli omicidi, sempre secondo il Viminale, sono «in costante e significativa» diminuzione, mentre i furti e le rapine sono calati del 3-4% nei primi nove mesi del 2016 rispetto al 2015. «Non c'è alcun allarmismo - ha assicurato il sindaco Sala -Gli indicatori dicono chiaramente che i crimini sono in diminuzione e i dati confermano che Milano è sicura». E a chi gli domanda allora perché ha chiesto il ritorno dei militari che dall'Expo si erano spostati sul Giubileo, risponde l'assessore alla Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino. «Le critiche della destra a Sala sono ridicole. Il sindaco si è mosso con lungimiranza su un doppio binario per rafforzare sia il presidio sul territorio sia avviare la riqualificazione urbana ed sociale delle periferie, Invece di parlare a vanvera, gli esponenti della destra dovrebbero aiutare la città a gestire l'accoglienza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA