Maria Rita massacrata con 40 coltellate

NOVARA «Il marito tornava a casa spesso, durante la giornata - dicono alcuni vicini della coppia – controllava che lei non accendesse il riscaldamento, per lui erano soldi sprecati. E per i soldi litigavano spesso». Chi ha ucciso avrebbe preso solo circa 2000 euro, lasciando però altro denaro che sarebbe stato custodito nell'abitazione. La casa è stata messa sotto sequestro per consentire le indagini. Il marito Daniele Pasquali ha dovuto chiedere ospitalità alla suocera, a Cassolnovo. Ora si spera che qualche risposta possa arrivare dal Dna contenuto nei reperti trovati in casa. (p.fiz.)di Paolo Fizzarotti wCASSOLNOVO I Ris di Parma sono arrivati nella villetta di via Cavallari 8 a Novara ieri alle 11.30: ne sono usciti solo poco prima delle 16, dopo avere passato al setaccio tutta l'abitazione. La casa, a tre piani, è quella in cui mercoledì mattina è stata accoltellata a morte Maria Rita Tomasoni, una donna di 52 anni originaria di Cassolnovo: paese dove abitano ancora la madre Elisabetta Panetti e i due fratelli Luciano e Massimiliano. Quando sono arrivati i soccorritori, alle 10.30, Maria Rita Tomasoni era ancora viva anche se in condizioni disperate a causa della gravità delle ferite: il cuore ha cessato di battere una quindicina di ore dopo, nella notte tra mercoledi e giovedì, senza che la donna riprendesse conoscenza. Ora le indagini dei carabinieri di Novara procedono serrate, per fare luce su un efferato delitto che per il momento sembra inspiegabile: non c'è un movente, non ci sono persone sospettate, non è stata neppure trovata l'arma usata per commettere l'omicidio. Ieri mattina, durante l'ispezione dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, è arrivato in via Cavallari anche Nicola Serianni, il magistrato che sta conducendo le indagini. Maria Rita Tomasoni è stata colpita da più di 40 coltellate, in tutto il corpo. I colpi l'hanno raggiunta al petto, al ventre, al collo e anche alla schiena: si pensa quindi che la donna abbia lottato con l'aggressore e che poi abbia cercato di scappare. Altri particolari potranno essere chiariti con l'autopsia, che non è stata ancora eseguita. Maria Rita Tomasoni, che tutti chiamavano Marita, da 15 anni abitava nella villetta del rione Bicocca di Novara insieme al marito Daniele Pasquali, 54 anni, dipendente comunale che presta servizio al cimitero di Novara (distante 250 metri dall'abitazione della coppia). Il marito ha dichiarato che al momento dell'omicidio era al lavoro al cimitero. E' molto probabile che la vittima conoscesse l'assassino e che sia stata lei ad aprirgli la porta, sulla quale non sono stati trovati segni di effrazione. Ma è possibile che l'assassino avesse le chiavi di casa. Il delitto inoltre è stato compiuto al secondo piano, come se vittima e assassino fossero saliti insieme. L'assassino è fuggito portando con sè il coltello, che non è stato ancora trovato. Marita Tomasoni è riuscita a trascinarsi fino a una finestra per chiedere aiuto: una vicina di casa l'ha vista e ha chiamato il 112. Quando sono arrivati i soccorsi, però, la donna era ormai priva di sensi. Gli investigatori ritengono che un ladro sorpreso a rubare non avrebbe reagito con oltre 40 coltellate. Più probabile che si sia trattato di un raptus: non si sa da parte di chi. I Ris sperano di trovare una risposta nei reperti che hanno recuperato sulla scena del delitto. (ha coll. Andrea Ballone)