Vigevano, roggia chiusa con materiali contaminati
VIGEVANO Cosa c'è nell'area dell'ex cavo Marianna alla periferia Sud di Vigevano? Arpa, Provincia e Comune stanno cercando di capire di più in quello che sembra essere un clamoroso errore: l'ex roggia di via Galli (nell'area Pip di via Perugino) è stata chiusa questa estate, ma potrebbero essere stati usati materiali inadatti. Il Comune, dopo aver ricevuto una segnalazione, ha proceduto con un'ordinanza del sindaco a chiedere un «piano d'intervento per la rimozione del materiale contaminato e rifiuti dall'area di riempimento» che è stato presentato dalla proprietà. Contemporaneamente o quasi è partito un ricorso al Tar contro l'ordinanza. La conferenza dei servizi dello scorso 3 novembre si è svolta alla presenza di funzionari e dipendenti comunali, delegati di Provincia e Arpa Lombardia, mentre il Parco del Ticino e l'Ats Pavia non ha partecipato alla riunione. Nell'incontro è stato riscontrato che il piano di intervento è corretto nella forma rispetto a quanto richiesto dall'ordinanza sindacale: l'ex cavo Marianna (una roggia che nasce sotto la piazza Ducale e prosegue con un andamento irregolare fino a perdersi in via Belcreda dentro al Naviglio Sforzesco; precedentemente si perdeva nelle campagne della Sforzesca) verrà chiuso con l'utilizzo di materiali di cava (inerti o mattoni tritati) entro il 23 novembre. «È una situazione complicata – spiega l'assessore Matteo Mirabelli – che si sta risolvendo. C'è stato un evidente errore nel materiale utilizzato che si è rivelato contaminato. Tengo a precisare che non c'è mai stato alcun rischio per nessuno». I lavori erano stati svolti questa estate: a quanto pare, il materiale utilizzato era contaminato già all'origine, fatto che escluderebbe responsabilità da parte della proprietà e degli esecutori dei lavori. Oliviero Dellerba