Lavori più cari, pagano sindaco e assessori
BINASCO L'amministrazione guidata da Riccardo Benvegnù sposa il progetto "Trashware", per recuperare il materiale informatico destinato alla rottamazione che, invece, con un opportuno riassemblaggio può tornare utile a beneficio di enti ed associazioni che svolgono attività di carattere sociale e culturale. «È in un'ottica di recupero, abbattimento dei rifiuti tecnologici e sostegno ad enti e associazioni presenti sul territorio- dicono in Comune- che, grazie all'intervento di un nostro concittadino esperto in informatica, Massimo Gosio, avviamo questo progetto. I vecchi computer, anche se non funzionanti, non vanno buttati ma possono essere riutilizzati da chi svolge attività a valenza sociale, laddove non sempre le risorse disponibili consentono di garantire le apparecchiature informatiche necessarie».di Maria Fiore wMARCIGNAGO I lavori alla scuola materna di Marcignago erano tutti compresi nel contratto stipulato con la ditta, ma una parte erano stati scorporati e finanziati una seconda volta dal Comune. Con un aggravio dei costi per la collettività. Un errore che però la Corte dei Conti centrale d'Appello ha deciso di addebitare agli amministratori pubblici che lo hanno commesso. La terza sezione della magistratura contabile, che ha esaminato l'appello dei protagonisti e che quindi è stata chiamata a pronunciarsi sulla condanna già inflitta in primo grado, ha deciso che l'ex sindaco Angelo Cremaschi, l'ex vice sindaco Andrea Brusa e Paolo Rovida, che all'epoca era assessore, dovranno pagare 48.198 euro a testa per il danno erariale provocato al Comune. La cifra è stata ridotta di 11mila euro rispetto alla sentenza di primo grado (nel 2013 era stato deciso un risarcimento di circa 59mila euro, per un totale di 236mila euro), ma il nodo cruciale è che la sentenza ora è esecutiva. Fabio Denari, il tecnico comunale che era stato, allo stesso modo, tirato in ballo nella vicenda, ha rinunciato all'appello e quindi per lui la cifra da versare resta quella decisa in primo grado dalla Corte dei conti lombarda. «Abbiamo già avviato la procedura per recuperare materialmente queste somme – spiega l'attuale sindaco di Marcignago, Lorenzo Barbieri –. Entro 30 giorni dobbiamo comunicare alla Corte dei Conti il nominativo della persona incaricata del recupero. La segnalazione alla magistratura contabile era partita da noi, perché avevamo riscontrato irregolarità nell'intervento al plesso scolastico». Il caso è quello dei lavori alla scuola, inaugurata nel 2008. Le opere, regolate da una convenzione denominata "Don Bosco" e stipulata il 15 settembre 2006 davanti a un notaio, avrebbero dovuto essere tutte a carico della ditta costruttrice, che si impegnava a realizzare "chiavi in mano" una palestra e l'edificio della nuova scuola materna, oltre alla centrale termina, per 1,8 milioni. Invece sarebbero state scorporate e sarebbero poi finite a carico del Comune dopo l'approvazione di alcune delibere firmate dalla giunta dell'allora sindaco di Marcignago.