Rogo nel deposito di materie plastiche
SAN CIPRIANO Un incendio di grandi dimensioni ha distrutto, nella notte tra domenica e lunedì, un capannone di 2000 metri quadrati in via Gramsci, di proprietà della ditta di lavorazioni plastiche "Breplast", con sede in via Levi a Stradella, ma attualmente occupato dalla "Complast Italia", azienda trevigiana di produzione di shoppers, sacchi e confezioni per imballaggi. Le fiamme hanno distrutto tutti i materiali plastici stoccati all'interno del magazzino, ma hanno interessato anche la copertura di amianto del capannone. L'allarme è scattato alle 4.30: immediatamente sono intervenuti i vigili del fuoco di Broni e di Pavia, che hanno lavorato per parecchie ore e con molti mezzi per tentare spegnere l'incendio; alla fine però, ieri pomeriggio, vista la difficoltà nell'estinguere le fiamme, si è dovuto provvedere alla demolizione completa dello stabile, distrutto ormai per tre quarti della superficie totale, eccetto una parte in ferro, che ha resistito all'incendio. Per entrare nel capannone i vigili del fuoco hanno dovuto utilizzare lo schiumogeno, che diradasse le esalazioni di materiale plastico, mentre con l'autoscala sono saliti sul tetto per spegnere le fiamme anche in quella zona. L'incendio ha generato una nube scura che si è innalzata dall'edificio ed è stata sospinta dal vento in direzione ovest, verso Campospinoso e Broni; non ci sono stati problemi, invece, per l'abitato di San Cipriano Po, anche se una famiglia, che vive nella villetta più vicina al capannone, dovrà dormire fuori casa per alcuni giorni, visto che il fumo ha invaso tutta l'abitazione rendendo l'aria irrespirabile. Sul posto sono arrivati i tecnici dell'Arpa per monitorare i valori della qualità dell'aria: stando alle prime verifiche, all'interno del capannone era stoccato unicamente materiale in polietilene, che quindi non dovrebbe sprigionare diossina; resta da controllare, inoltre, l'impatto della dispersione di fibre di eternit dalla copertura. «Abbiamo installato due centraline di rilevamento nelle due abitazioni più vicine al luogo dell'incendio – spiega un tecnico Arpa -. Un'altra centralina, invece, è stata installata nella frazione Casottelli, in direzione della propagazione della nube». Il monitoraggio durerà 24 ore, con la sostituzione dei filtri ogni otto ore; i filtri poi saranno portati in laboratorio e bisognerà attendere i tempi tecnici per i risultati delle analisi. «Da quanto abbiamo potuto vedere e da quanto ci è stato riferito dai vigili del fuoco, visto che non è possibile avvicinarsi più di tanto, si tratterebbe di polietilene che quindi non provoca dispersione di diossina – spiega ancora il tecnico -. Però ci pronunceremo ufficialmente solo dopo aver visto le analisi del monitoraggio dell'aria. Non dimentichiamoci del tetto in eternit andato completamente distrutto». Toccherà ai vigili del fuoco e ai carabinieri stabilire la natura dell'incendio, che, comunque, non dovrebbe essere dolosa. Da determinare anche i danni, ovviamente molto ingenti. Oliviero Maggi