Il padre di Cucchi: «Vogliamo giustizia»

PAVIA «Dopo sette anni di processi e perizie, vogliamo che emerga la verità sulla morte di mio figlio». Giovanni Cucchi, padre di Stefano, il trentenne romano morto nel reparto protetto dell'ospedale Pertini a Roma è intervenuto, via telefono, a una manifestazione animalista organizzata a Pavia ieri, dopo il caso del cane randagio ucciso da 4 giovani a Sangineto (Cosenza), impiccandolo. «Come Angelo è il simbolo dei maltrattamenti degli animali, Stefano lo è dei maltrattamenti subiti dagli uomini», hanno spiegato i promotori dell'iniziativa. Quando il corteo è arrivato in Piazza della Vittoria, è iniziato il collegamento con Giovanni Cucchi. «L'ultima perizia avrebbe stabilito che la morte di Stefano è stata provocata da epilessia - ha affermato– La giustizia deve fare il suo corso, ma dopo sette anni vogliamo sapere la verità. Dopo l'assoluzione degli agenti di polizia penitenziaria, adesso sono indagati cinque carabinieri». «Quello che ormai è certo, e che emerge anche da quest'ultima perizia - ha aggiunto Giovanni Cucchi - è che Stefano ha subito un pestaggio, come confermato dalle fratture: è quanto aveva sostenuto, sin dall'inizio, mia figlia Ilaria. Non vogliamo colpevoli a tutti i costi - ha concluso Giovanni Cucchi - però pretendiamo che emerga la verità. Se c'è qualcuno tra le forze dell'ordine che ha sbagliato, deve pagarne le conseguenze».