L’emozione del terzo allenatore
PAVIA Sulla panchina dell'Edimes, dietro a Paolo Piazza e Alessandro Beretta, c'è ancora – come l'anno scorso fu Andrea Landini – un giovane allenatore della scuderia Sanmaurense, Simone Zanini. Pavese classe '88, da sempre allenatore delle giovanili, sta facendo quest'anno la prima esperienza in un campionato senior di alto livello con passione e dedizione. Cosa significa per te essere arrivato qui? «E' un'ottima occasione per crescere, con uno staff tecnico di ottimo livello: Piazza e Beretta hanno tanta esperienza. Ogni singolo allenamento imparo qualcosa di più su come rapportarmi con una squadra senior, che è molto diverso da una giovanile». Difficile ambientarsi? «All'inizio è difficile provare a mettersi in campo perché senti di dover dimostrare qualcosa. Con gli Under (sempre della C) è più facile, ma devo dire che tutti si sono comportati bene e sono tutti inseriti in un metodo di lavoro che rispettano. E' facile perché con persone del calibro di Fossati in squadra è come se ci fossero 4 allenatori in campo, non 3; alcune cose lui le vede prima degli altri. All'inizio avevo un po' di timore reverenziale ma ognuno è li col suo ruolo e c'è voluto poco per ambientarsi. Per questo devo ringraziare Ale Beretta, che mi ha aiutato molto». Bobe Fossati aiuta te con gli U14: li è lui il "vice". «Per me e i ragazzi è una fortuna averlo come supporto, è un maestro. Lunedì ha fatto il primo allenamento per intero, l'ho visto veramente sul pezzo. Abbiamo tutti da imparare da lui perché alcuni piccoli particolari li mette al volo all'interno di una progressione o di un allenamento. Per i ragazzi è uno stimolo ulteriore, un esempio. Vedere il capitano dell'Edimes che la domenica ritrovi sul parquet del Ravizza prima in B e poi in C è motivo d'orgoglio per i ragazzi e li fa impegnare ancora di più. Un valore aggiunto, permesso dalla collaborazione Edimes-Sanmaurense. Se smettesse oggi di giocare potrebbe tranquillamente allenare». Com'è stato l'esordio nel derby? «Ovvio che l'emozione nel vedere tante facce che conosco fuori c'era, ma una volta iniziata la partita dimentichi il resto. Il derby poi, essendo stato un tifoso che veniva in tribunetta ai tempi dell'A2, rimane con Vigevano, e penso sarà dura per tutti andare al Basletta. Quando sono entrato in campo ho pensato che 10 anni fa ero qui a tifare e ora sono in panchina, quella l'emozione più grande». Marco Barzizza