Brendolise e le dimissioni maggioranza in pressing
«Il ripensamento ci ha stupito». A dirlo è Davide Ottini (nella foto) che ha ricoperto il ruolo di capogruppo fino al maggio dello scorso anno. «Le dichiarazioni rilasciate dal segretario Ramat sono le più corrette del resto lo stesso Brendolise ha manifestato a più persone, dal sindaco, al segretario e ai consiglieri, l'intenzione di chiudere questa su esperienza in relazione al suo rientro al lavoro in azienda. Lui stesso aveva annunciato che non riusciva a star dietro come tempi a un incarico che, posso confermarlo, è gravoso».di Linda Lucini wPAVIA «Un chiarimento con Francesco Brendolise immediato da tenersi possibilmente prima del consiglio comunale di lunedì». La richiesta è già stata avanzata al vice capogruppo Michele Lissia da parte di una decina dei 18 componenti del gruppo di maggioranza in consiglio comunale dopo la mancata presentazione da parte di Brendolise delle dimissioni dall'incarico di capogruppo che in molti in casa Pd davano per scontate. Lui stesso, interpellato in merito, aveva liquidato la questione dicendo che «per ora non ufficializzava nessun addio a quel ruolo» e che se ne sarebbe parlato a settembre, pur ritenendosi comunque a disposizione del partito. Dal Pd il contrattacco del segretario Stefano Ramat è stato netto: «Mantenga l'impegno preso, siamo pronti a prendere decisioni in merito». Il segretario Pd però può fare ben poco: la scelta di dimettersi o meno resta nelle mani dello stesso Brendolise. Gli unici che possono avere un peso sono i consiglieri di maggioranza che potrebbero, esasperando però lo scontro, sfiduciare Brendolise togliendogli la nomina che loro stessi gli avevano dato un anno fa. Da allora ad oggi le tensioni tra lui è parte del Pd si sono acuite. Dal sindaco sulla vicenda solo un «no comment»: «E' un problema della maggioranza», si limita a dire. Di certo però c'è che tra i due non corre buon sangue tant'è che si parlano a fatica. Da parte sua Brendolise ha manifestato in più di un'occasione un dissenso personale rispetto alle scelte dell'amministrazione. Da capogruppo si è scontrato in consiglio sulla necessità di un consiglio di amministrazione a tre e non dell'amministratore unico per Asm, come era nelle intenzioni di Depaoli, e l'aveva spuntata. Aveva creato tensione in casa Pd anche una commissione vigilanza spettacoli nelal quale Brendolise aveva presentato un emendamento, pare senza consultarsi con i colleghi e quando l'emendamento non era passato, il capogruppo aveva lasciato la riunione con il rischio di far mancare il numero legale. Brendolise era finito anche nella lunga lista di critiche sollevate dal consigliere Luigi Furini che ora però prende le distanze: «Quando ho detto che Brendolise da mesi non si fa vedere alle riunioni di maggioranza non era per un fatto di diserzione piuttosto per constatare lo scollamento interno e l'evidente disagio tra sindaco e Brendolise».