Inquilini «illegali» nell’alloggio Aler Condannati a 5 mesi

Le famiglie in attesa di un alloggio comunale o di proprietà dell'Aler nella sola città di Pavia sono circa ottocento. Una piaga quella della ricerca di una casa popolare, legata a doppio filo alla problematica degli sfratti. E anche la coppia condannata per l'occupazione abusiva era in graduatoria. L'essersi insediata senza l'autorizzazione, forzando la serratura e sostituendola, gli ha fatto però perdere il diritto a rientrare nella graduatoria.di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Nel luglio del 2012 Concetta Di Stefano, 57 anni, e Fethi Mejri, 49 anni, insieme alle loro figlie all'epoca minorenni, erano stati sfrattati per morosità. Con il mestiere di ciabattino del capofamiglia non riuscivano a pagare i 730 euro mensili dell'affitto. Così quando si è presentata l'occasione di un alloggio sfitto nella palazzina Aler di via Olevano, l'hanno occupato abusivamente. Hanno cambiato la serratura e vi si sono insediati, nonostante nell'appartamento vi fossero ancora mobili ed effetti personali del precedente inquilino. L'altra mattina il giudice del Tribunale di Pavia Chiara Bosacchi ha condannato i due coniugi a cinque mesi di reclusione e al pagamento di 300 euro di multa (pena sospesa). Erano accusati di invasione di edifici, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, appropriazione indebita. Il loro difensore, l'avvocato Alessandro Arrigo, aveva invocato lo stato di necessità in cui la famiglia versava per una morosità incolpevole. Il giudice ha però accolto la richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero Roberta Capra. I fatti risalgono al 10 giugno del 2013. Fino a pochi giorni prima l'alloggio popolare di via Olevano era stato occupato dal nipote di pensionato che l'aveva abitato per circa trent'anni. Nel 2009 l'anziano inquilino era morto e il nipote era subentrato al nonno paganto l'affitto. Nel giugno del 2013 gli era stato assegnato un nuovo alloggio e così aveva chiuso a chiave il suo e si preparava a fare trasloco. In quelle ore in cui l'appartamento al primo piano è rimasto incustodito sono entrati Fethi Mejri e la moglie. Hanno sostituito la serratura della porta di ingresso e hanno preso possesso del bilocale nonostante la diffida dei funzionari dell'Aler. Quando l'inquilino legittimo è tornato a prendere parte dei suoi arredi e dei vestiti lasciati nell'alloggio ha trovato la porta sbarrata. Pensando fosse stato l'Aler a cambiare la serratura ha chiamato gli uffici ma in via Parodi i funzionari sono caduti dalle nuvole. Nel frattempo gli occupanti abusivi, con l'aiuto della Rete antisfgratto, avevano tinteggiato le pareti e sistemato i sanitar del bagno. Un sopralluogo della proprietà ha permesso così di scoprire che in quella casa c'erano nuovi inquilini, abusivi però. Dopo diversi appuntamenti presi con Mejri l'ex inquilino sembra sia riuscito a recuperare solo un ventilatore perché, stando a quanto denunciato ai carabinieri successivamente, non avrebbe più trovato vestiti, scarpe, un mobiletto da cucina, un tavolino porta computer, una tastiera e una stufa a gas. Oggetti che, a detta dell'imputato, sarebbero stati stoccati nella cantina del condominio Aler .