Delitto del vicolo, ergastolo al pizzaiolo

di Maria Grazia Piccaluga wGARLASCO Quando il giudice ha pronunciato la sentenza di condanna all'ergastolo per il 49enne Ersilio Poggi, la vedova e i figli di Renzo Moretto - il 75enne di Garlasco accoltellato a morte senza un perché mentre rincasava all'alba del 7 luglio 2015 - sono scoppiati in lacrime. «Troppo forte l'emozione maturata nel corso del processo – spiega l'avvocato di parte civile Fabio Santopietro –. Una ferita che non si potrà mai rimarginare ma è stato importante mettere la parola fine a questa tragedia. Nel corso dell'anno da parte dell'imputato non c'è stato il benchè minimo segnale di pentimento, non ha mai chiesto scusa alla famiglia Moretto». Ieri mattina, prima di emettere il verdetto, il giudice dell'udienza preliminare Erminio Rizzi ha concesso nuovamente la parola alla difesa dell'imputato, l'avvocato Elena Callegari, e alla parte civile per le repliche. Il pubblico ministero Ilaria Perinu ha ribadito la sua richiesta di condanna all'ergastolo con isolamento diurno per omicidio volontario, con l'aggravante della premeditazione, contestando a Poggi anche la minaccia a mano armata nei confronti del figlio della vittima, intervenuto per difendere il padre. La scelta del rito abbreviato, che prevede la riduzione di un terzo della pena, ha portato alla sentenza di condanna all'ergastolo, senza concessione delle attenuanti generiche. A poco sono valse le contestazioni della difesa sulla perizia del consulente nominato dal giudice. Lo psichiatra Pietro Caronna ha ritenuto Poggi capace di intendere e di volere, lucido nel momento in cui sferrava la coltellata al ventre del pensionato (morto 23 giorni dopo) e con una tendenza a manifestare comportamenti aggressivi. Il perito ha anche rilevato come, nel corso dei colloqui in carcere per redigere la sua analisi tecnica, l'imputato avrebbe simulato in più occasioni un annebbiamento mentale che in realtà non aveva. All'alba del 7 luglio di un anno fa Renzo Moretto stava rincasando in vicolo Vienna, dopo aver effettuato la consegna dei giornali quotidiani ad alcuni bar della zona. Erano quasi le 5 del mattino. Un uomo, poi identificato come Ersilio Poggi, pizzaiolo 49enne di Garlasco, l'ha raggiunto e ferito gravemente al ventre. Senza un motivo, senza che prima i due avessero avuto un diverbio. Così almeno ha accertato l'inchiesta della Procura, che ha passato al setaccio la vita di vittima e aggressore, senza trovare motivi di rancore che potessero aver armato la mano di Poggi. L'uomo si era presentato in vicolo Vienna con il volto coperto da schiuma da barba, un cappello calato sulla testa e un foulard attorno al collo. Quando il figlio della vittima, richiamato dalle urla, è sceso in strada per soccorrere il padre è stato a sua volta minacciato di morte da Poggi che brandiva ancora il coltello insanguinato. Quando i carabinieri sono entrati a casa sua - che è a pochi passi da quella della vittima - il pizzaiolo aveva già messo i vestiti sporchi in lavatrice per eliminare le prove. Grazie agli elementi raccolti sul posto, alle dichiarazioni dei testimoni accorsi dopo la colluttazione e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Vigevano e i militari della stazione di Garlasco avevano formalmente accusato Poggi dell'aggressione che fino a quel momento era un tentato omicidio. Un'accusa tramutata in omicidio con la morte di Moretto, avvenuta 23 giorni dopo il ferimento, il 30 luglio del 2015 al San Matteo di Pavia. Un omicidio però rimasto, a sentenza pronunciata, ancora senza movente.