Lo show ora si sdoppia
di Davide Casarotto Come tradizione anche nel 2016 sarà la Superbike, il campionato mondiale dedicato alle moto derivate dalla produzione di serie, a tenere a battesimo la stagione del motorsport su pista. Il materiale dei team è infatti già in viaggio per Phillip Island, in Australia, dove da dopodomani si terrà l'ultima due giorni di test. Dopodiché il 26 febbraio, sullo stesso tracciato, si inizierà a fare sul serio con le prime prove libere del Gp d'Australia, tappa d'apertura (sabato 27 e domenica 28) di una stagione ricca di novità. Due gare, sabato e domenica. Innanzitutto la società organizzatrice Dorna ha deciso di imprimere una svolta alla formula di un campionato che nelle ultime stagioni ha perso interesse e visibilità. Non si correranno più tutte e due le gare nella sola giornata di domenica: si scenderà in pista per gara-1 al sabato e per gara-2 alla domenica, sempre alle ore 13 locali. Una scelta fatta per andare incontro alle esigenze televisive (per l'Italia Mediaset ha rinnovato i diritti fino al 2018) ed evitare sovrapposizioni con gli altri campionati. Pronostico incerto. Le novità comunque non mancheranno nemmeno in pista, anzi. Il favorito d'obbligo resta chiaramente il campione in carica Jonathan Rea, punta di diamante di quella corazzata Kawasaki che ha vinto due degli ultimi tre titoli iridati. Sulla verdona ci sarà anche Tom Sykes, campione del 2013 con tanta voglia di riscatto dopo due annate in penombra. Ma attenzione perché quest'anno la concorrenza si preannuncia molto più agguerrita. In primis da parte di quella Ducati che nel 2015 ha fatto fare passi da gigante alla 1199 Panigale, divenuta nelle mani del confermatissimo Chaz Davies l'unica moto realmente in grado di intaccare, almeno nella parte finale di stagione, lo strapotere del duo Rea-Kawasaki. Sulla Rossa grande attesa anche per il romano Davide Giugliano, che dopo una stagione caratterizzata da seri infortuni ha voglia di riconfermarsi al vertice. Non si può poi non considerare, nonostante sieda in sella ad una Honda Cbr1000 che non si contraddistingue per essere tra le più performanti del lotto, la velocità e l'esperienza del campione 2006 della MotoGp Nicky Hayden, subito in evidenza nei test e con a stimolarlo nel box un compagno come il giovane Michael Van der Mark, uno dei rookie migliori del 2015. Le ambizioni Bmw e Yamaha. Così come lo è stato Jordi Torres, che ha sposato la causa di una Bmw desiderosa di rilanciare le sue ambizioni puntando anche sulla stella tedesca Markus Reiterberger. Detto della novità dell'ultima ora, che vedrà al via anche l'Aprilia del team Iodaracing con Alex De Angelis e Lorenzo Savadori, gli occhi di tutti gli appassionati saranno sicuramente puntati sul ritorno della Yamaha. La Casa dei tre diapason, già riferimento in MotoGp, torna in Superbike con la nuova Yzf-R1, affidata al team sponsorizzato dall'italiana Pata. A guidarla il promettente Alex Lowes e l'esperto Sylvain Guintoli, campione del mondo 2014 con Aprilia e reduce da una stagione amara in Honda. Le parole di Guintoli. «Disponiamo di una moto che ha una base di sviluppo molto solida – ci ha spiegato Guintoli alla presentazione del team – e mi ha regalato buone impressioni sin da subito. Il potenziale c'è, chiaro che siamo solo all'inizio. Siamo al lavoro da novembre e abbiamo già testato diverse evoluzioni. Dovremo esser bravi a crescere a campionato in corso ma il punto di partenza è buono e, fattore non da poco, avremo una Casa come Yamaha ad appoggiarci». Si preannuncia un campionato molto combattuto, con tanti piloti in grado di stare davanti. «È vero, credo che il livello di competizione sarà alto e saranno in parecchi a sgomitare per il podio. Contiamo di essere molto presto tra i migliori anche noi». La nuova formula con gara-1 anticipata al sabato cambierà il modo di lavorare nel corso del weekend. «Lo trovo un cambiamento molto positivo. Gli orari dell'anno scorso, soprattutto gara-1 alle 10 e 30, non erano il massimo. Questa nuova ripartizione invece sarà gradita a sponsor e tv perché darà più visibilità al campionato. E piacerà di più anche a noi piloti e ai team: avendo le gare in due giorni diversi ci sarà il tempo di rimediare o recuperare da eventuali guasti o cadute occorse nella prima manche». ©RIPRODUZIONE RISERVATA