Ultimatum a Galimberti «Svolta o ci dimettiamo»

GAMBOLÒ La crisi in maggioranza non è ancora rientrata e dai consiglieri Todaro e Giannotti arriva un ultimatum alla giunta: i due esponenti di maggioranza diranno il primo marzo se si dimettono. Il sindaco Claudio Galimberti non si può ancora dire sicuro, nonostante le scuse dell'assessore Marco Acquaotta, che aveva avuto uno scontro con l'assessore Dorina Todaro per aver parcheggiato sugli stalli rosa. Todaro e il consigliere di maggioranza Ambra Giannotti però non hanno ancora deciso quale sarà il loro futuro politico. «Abbiamo emesso un comunicato - dice Giannotti - nel quale chiedevamo all'amministrazione una serie di punti da realizzare per farci rimanere in maggioranza. Si tratta di interventi dell'ufficio tecnico, come la sistemazione delle strade, ma anche della creazione di un ufficio relazioni con il pubblico, che a Gambolò non c'è ancora. Abbiamo detto che devono essere realizzati tutti per convicerci a restare in maggioranza, anche perché si tratta di obiettivi che erano nel programma elettorale e che a un anno e mezzo dalla fine del mandato non sono ancora stati realizzati». Il sereno sulla giunta Galimberti non è ancora arrivato, anche perché il consigliere di minoranza ed ex sindaco Elena Nai rilancia con un appello pubblico proprio ai consiglieri di maggioranza. «Dimettiamoci tutti assieme – dice Nai – facciamolo per Gambolò. Se sei consiglieri comunali si dimettono, il sindaco non ha i numeri per convocare un consiglio comunale, quindi non può surrogare i dimissionari e si torna alle urne. Lo dico nell'interesse di Gambolò e lancio un appello a chi sta in maggioranza, per far sì che si ponga fine a questa esperienza. Ci sono divisioni in maggioranza e questo provoca immobilismo. Se lo facciamo entro il 23 febbraio c'è la possibilità di andare a elezioni in primavera ed evitare un anno e mezzo di commissariamento». A questo punto inizia la conta dei consiglieri. Se Giannotti e Todaro accettassero la proposta della minoranza (Nai, Costantino e Biscaldi) i numeri non sarebbero sufficienti, ma rimane l'incognita di Di Matteo, dimessosi da assessore a giugno per una polemica sulla gestione della piscina, ma ancora in consiglio comunale. Di fatto in questo momento è lui l'uomo che potrebbe staccare la spina dell'amministrazione. «Io – risponde il sindaco Claudio Galimberti, sindaco dal 2013 – lavoro sempre per realizzare il programma costruito con i consiglieri». Andrea Ballone