Gloria strangolata Complice confessa e incastra l’ex allievo

di Mauro Giubellini wINVIATO A CASTELLAMONTE (TO) Il giallo dell'insegnante scomparsa a Castellamonte, in provincia di Torino, è stato risolto alle 16,47 di ieri, venerdì 19 febbraio. E si è chiuso in modo drammatico. Con le lacrime di una cugina che in una ex discarica nelle campagne tra Rivara e Pertusio, due piccoli comuni del Torinese a ridosso di Castellamonte, ha confermato: «Si. È Gloria Rosboch». Il cadavere era stato gettato in una vasca di decantazione dell'acqua. L'immersione nell'acqua fredda della vasca di decantazione ha conservato quasi perfettamente il corpo di Gloria. Per questo, secondo quanto rilevato dal medico legale Roberto Testi, i segni dello strangolamento «erano ben evidenti, chiare le lesioni sul collo». Carabinieri e sommozzatori dei vigili del fuoco sono stati condotti sul posto da un amico di Gabriele Defilippi, l'ex studente ed amico della professoressa, che le avrebbe carpito con l'inganno 187mila euro, il patrimonio di famiglia. Sul posto anche il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco. Pochi minuti dopo il ritrovamento (a 15 chilometri di distanza da dove la professoressa abitava) è stato fermato Gabriele Defilippi, 22 anni, lo studente che ora i detective indicano come «il principale sospettato sin dall'inizio». A tradirlo è stato un amico, Roberto Obert, 54 anni di Forno. È stato lui a guidare i carabinieri nella località dove è stato trovato il corpo ed avrebbe confidato ai militari dell'Arma: «Gabriele l'ha strangolata, io non c'entro». Non ha confessato nulla, precisa l'avvocato Bertolino, difensore di fiducia. Ma anche Obert è stato fermato con le stesse imputazioni di Defilippi: omicidio volontario e occultamento di cadavere. In serata fermata anche una terza persona: è la madre di Gabriele Defilippi, Caterina Abbatista. La donna è stata condotta nella caserma di Ivrea per essere interrogata insieme al figlio. È accusata di concorso in omicidio. Nella notte tra ieri e giovedì scorso sono state effettuate le perquisizioni a casa della madre di Gabriele Defilippi a Gassino Torinese ed a Frassineto Po e nell'abitazione del complice a Forno Canavese. Gli investigatori confermano di aver trovato alcuni elementi utili alle indagini, ma non specificano se si tratta delle mail, le ultime inviate da Defilippi alla sua ex insegnante, che mancavano all'appello. Gabriele Defilippi sarà interrogato a Ivrea dal procuratore Ferrando alla presenza del suo avvocato. Martedì Gabriele era stato interrogato per oltre cinque ore dai carabinieri, insieme alla madre, Caterina Abbattista. Un colloquio iniziato alle 9.10, condotto dal colonnello Domenico Mascoli, capo del reparto investigativo, mentre il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, seguiva continuamente l'evoluzione della situazione. Ma di quell'interrogatorio nulla è trapelato. Non un sussurro, Non una mezza indiscrezione. Mentre l'attenzione si era focalizzata su un'altra insegnante che per un brevissimo lasso di tempo pare fosse stata sentimentalmente legata a Gabriele Defilippi, nonostante la differenza di età. Forse, ma il condizionale è d'obbligo, anche lei avrebbe ceduto alle lusinghe del giovane che mirava a denari ed un'automobile. Gloria Rosboch era sparita di casa il 13 gennaio scorso alle 14,45 e non era più rientrata a casa. Nell'ottobre 2014 era stata depredata di tutti i suoi risparmi, 187mila euro. Il suo ex studente aveva studiato un piano diabolico, spacciandosi per broker di successo e ventilandole una vita insieme in Francia. Per mesi Defilippi si è professato estraneo alla scomparsa della sua insegnante mentre carabinieri e vigili del fuoco perlustravano metro a metro tutte le colline castellamontesi seguiti dalle telecamere delle troupe di tutta Italia. A breve ci sarà una svolta, aveva fatto intendere nei giorni scorsi uno degli investigatori più esperti del pool che ha seguito le indagini. E la svolta c'è stata esattamente 72 ore dopo. In un gelido pomeriggio di febbraio, nella desolazione di una ex discarica dove, accartocciata accanto ad alcuni vecchi copertoni c'era la pagina di un giornale con la foto della mamma e del papà di Gloria Rosboch che invocavano: «Sappiamo che Gloria è morta. Almeno dateci un corpo su cui piangere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA