«Papa venga a Medjugorje è un posto straordinario»

Un gran polverone per nulla. Il vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici (nella foto), è convinto che attorno alle parole del Papa si sia montato un caso. «Prima di tutto – dice – il Santo Padre ha parlato genericamente di veggenti. Non ha affatto citato Medjugorje. Non vedo quindi in che modo si siano potute interpretare le sue parole in relazione al santuario mariano che si trova in Bosnia Erzegovina». «In secondo luogo – spiega ancora il vescovo – come tutti sanno sta per arrivare la conclusione della commissione guidata dal cardinale Ruini proprio su questa questione. Perchè mai Papa Francesco avrebbe dovuto in qualche modo dare un'anticipazione di quelle che saranno le conclusioni?» . Monsignor Giudici è convinto: «Si è trattato solo di un polverone».di Giovanni Scarpa wPAVIA «Spero che il Santo Padre veda di persona cosa succede a Medjugorje prima di prendere qualsiasi decisione. Quel santuario ha cambiato la vita a tante persone ed è un vero tesoro per la Chiesa». Don Antonio Razzini, parroco di Mirabello, è un recordman dei pellegrinaggi in Bosnia Erzegovina, con 22 viaggi. Bergoglio, a sorpresa, ha gelato l'altro ieri i pellegrini del santuario mariano, criticando i veggenti che affermano di parlare con la Madonna quotidianamente. Fiato sospeso, dunque, sul verdetto del Vaticano previsto a breve sul luogo che attira ogni anno milioni di fedeli. «Io ci andrò ancora – sottolinea –. Medjugorje non è solo veggenti che ricevono lettere dalla Madonna. Medjugorje è un posto da dove tante persone sono tornate cambiate, dopo un'esperienza interiore fortissima. Io l'ho visto con i miei occhi. Ho accompagnato decine di fedeli. L'ho toccato con mano». «Capisco cosa vuole dire il Papa – prosegue don Razzini –. Ci sono degli eccessi, l'aspetto folkloristico e non va bene. Come altrove, del resto. A Lourdes o a Fatima non esiste la stessa cosa? Ma questo non intacca il fenomeno straordinario del santuario mariano in terra bosniaca. La guida resta sempre il Vangelo, la fede autentica. La gente non la puoi ingannare: ha fiuto per il sacro, quello vero. Medjugorje non verrà stroncata in nessun modo». «Io sono andato due volte, l'ultima tre anni fa – racconta invece don Emilio Carrera, parroco di San Lanfranco –. E la mia impressione è sempre stata buona. I fedeli vanno lì per pregare e confessarsi. Io credo che il Signore si serva di tutte le occasioni per chiamare a sè la gente. A Medjugorje vanno tantissimi fedeli, non necessariamente accompagnati da sacerdoti. Da noi partono sempre pullman di 50/60 persone. Il culto per questo luogo è molto sentito dai pavesi, secondo me». Le parole del Papa? «Non so che dire, la Madonna appare da più di 30 anni, forse per questo c'è molta attesa su quanto dirà la Chiesa. Aspettiamo e vediamo». Don Paolo Nagari, parroco di Gambolò ci è andato un paio di volte al santuario. «Forse tanta attenzione, non solo mediatica, c'è perchè si tratta di un'apparizione relativamente recente – riflette –. In fondo, il Papa non si è sbilanciato. E ha detto cose sensate, a mio modo di vedere. Il Santo Padre spesso è spontaneo nelle sue affermazioni, ma si sono fatte delle supposizioni su quanto deciderà la Chiesa. Indipendentemente da quello che il Vaticano dirà, Medjugorje era e resta terra di Maria». I fedeli pavesi, invece, non hanno dubbi sulla sacralità del santuario bosniaco. «Siamo partiti in una ventina, ora siamo 123 – dicono Luca Bergamaschi e Maurizio Torriani, del gruppo "Tutti pazzi per Maria" – Era il 2010. Ad agosto sarà il quinto viaggio». «Chi non è andato non può capire – dicono convinti –. Non è questione di veggenti, o sole che pulsa, gente che guarisce. Davanti a quel santuario vivi un'esperienza intensa, intima, emozionante. Un'esperienza di fede pura, nient'altro. Il Papa secondo noi, ha invece voluto colpire i fanatismi, che anche lì ci sono, come dappertutto e in qualsiasi religione, distinguendo fra fede cristiana, quella che conta, è fede umana». Raccontano la loro prima volta: «Perchè proprio lì? Non lo sappiamo, è stata quasi una scelta istintiva. Appena arrivati, scendiamo dal pullman e sul piazzale, iniziamo a pregare. Non solo quelli del nostro gruppo, anche tutti quelli che sono presenti in quel momento. In un attimo siamo tutti abbracciati. E' stato davvero qualcosa di unico, irripetibile. Succede solo là». Claudio Gibelli, di Belgioioso, a settembre andrà per la terza volta. «Sono stato diverse volte anche a Lourdes, perchè sono un devoto di Maria – confessa –. Prima ero andato sempre e solo lì. Ma a Medjugorje è stato qualcosa di diverso, sin da subito. Non so spiegare perchè. Mentre raggiungevo il santuario, mi sono sentito pervaso da un'ondata di fede, emozione, gratitudine verso il Signore, che prima non avevo mai provato. Forse è l'ambiente, molto suggestivo, o l'atmosfera che si è creata attorno a quel santuario. Sono d'accordo con le parole del Papa: anche a me certe cose lasciano molto perplesso. Ma alla fine io vado per la spiritualità del posto. E come me, credono lo facciano le migliaia di altre persone che si recano a Medjugorje».